271 idee · 111 città
La notte non si paga.
Piazze, passeggiate e panorami classificati come gratuiti; eventuali servizi, parcheggi o aperture speciali possono avere condizioni diverse.
Da piazza di Pietra a Trevi dopo le 22, fino al Quirinale
Da piazza di Pietra il percorso raggiunge Trevi dopo la chiusura delle 22 e termina al Quirinale, in circa un’ora interamente all’esterno.
Da piazza Venezia al Colosseo lungo i Fori Imperiali
Il percorso permette di osservare Colonna Traiana, Foro di Augusto, Foro di Nerva e Basilica di Massenzio prima di terminare davanti al Colosseo.
Dal Circo Massimo al buco della serratura dell’Aventino
Il percorso sale dal Circo Massimo al Giardino degli Aranci prima della chiusura e termina in piazza dei Cavalieri di Malta davanti alla serratura.
Dal Fontanone al Faro lungo la Passeggiata del Gianicolo
Dal Fontanone dell’Acqua Paola il percorso raggiunge piazzale Garibaldi e continua fra i busti fino al Faro, con arrivo diverso dalla partenza.
Dalle rampe di piazza del Popolo all’idrocronometro del Pincio
Le rampe di Valadier conducono alla terrazza; il percorso continua fra i busti fino all’idrocronometro e torna a piazza del Popolo dopo il tramonto.
Il Monte dei Cocci lungo via di Monte Testaccio
Una passeggiata esterna lungo via di Monte Testaccio legge il Monte dei Cocci, le grotte scavate alla base e la storia portuale del quartiere.
Il Piè di Marmo e il colosso scomparso
Un piede lungo più di un metro conserva la scala di una statua colossale probabilmente legata all’Iseo Campense.
Il sepolcro chiamato Sedia del Diavolo
Girare intorno al sepolcro detto Sedia del Diavolo per trovare dalla piazza l’angolo in cui il rudere del II secolo assume il profilo di un trono.
L’Abate Luigi, statua parlante di Piazza Vidoni
Una scultura romana più volte spostata divenne supporto delle satire anonime rivolte al potere papale.
Le piene del Tevere sulla Minerva
Cinque lapidi sulla facciata di Santa Maria sopra Minerva registrano i livelli raggiunti dalle alluvioni fra il 1422 e il 1870.
Madama Lucrezia, voce femminile di marmo
Il grande busto romano all’angolo di Palazzo Venezia è l’unica figura femminile fra le statue parlanti della città.
Separare due epoche nella Fontana delle Tartarughe
Quattro giovani di bronzo, quattro delfini e tartarughe aggiunte settant’anni dopo: in piazza Mattei una fontana si legge come una scena teatrale.
Attraversare la Stretta Bagnera dopo il tramonto
Fra via Santa Marta e via Nerino, la stretta Bagnera conserva la scena dei delitti di Antonio Boggia: un breve itinerario di storia criminale milanese.
Dal Castello all’Arco della Pace attraverso il Sempione
Il Castello alle spalle, l’Arco in fondo: il viale centrale di Parco Sempione costruisce una prospettiva notturna lunga quasi due chilometri.
Dal marmo del Duomo alle luci della Scala
Un asse pedonale unisce la facciata del Duomo, la cupola della Galleria e il Teatro alla Scala: tre architetture, tre modi di illuminare Milano.
Dalle Colonne di San Lorenzo al vicolo dei Lavandai
Dalle colonne romane il percorso passa dietro San Lorenzo e raggiunge Darsena e vicolo dei Lavandai: due chilometri nella Milano d’acqua.
Gli otto giganti di Casa degli Omenoni
Otto uomini di pietra reggono la facciata della casa di Leone Leoni: un dettaglio monumentale nascosto in una strada stretta dietro piazza della Scala.
L.O.V.E. contro il Palazzo della Borsa
Una mano di marmo alta undici metri affronta Palazzo Mezzanotte: il giro della piazza rivela perché L.O.V.E. funziona soltanto dentro questo fondale.
L’orecchio di bronzo che ascoltava la strada
In via Serbelloni un orecchio di bronzo sporge dal muro: era un citofono e diede a Casa Sola-Busca il soprannome milanese Ca’ de l’Oreggia, ancora vivo.
La colonna dove il diavolo lasciò le corna
Fuori da Sant’Ambrogio una colonna spezzata conserva due fori nella pietra: la leggenda milanese li attribuisce alle corna del diavolo sconfitto.
La Milano verticale da Gae Aulenti al Bosco Verticale
Dalla piazza sopraelevata il percorso scende nella Biblioteca degli Alberi e termina sotto le torri verdi: vetro, acqua e chiome nella stessa ora blu.
La scrofa semilanuta nascosta in Piazza Mercanti
Dietro il Duomo sopravvive il centro civico medievale: sotto il portico, un rilievo della scrofa semilanuta conserva il simbolo più antico di Milano.
Tre giri sul toro della Galleria
Nel mosaico dell’Ottagono lo stemma di Torino è diventato un rito milanese: trovare il toro e capire perché tutti ruotano sullo stesso punto.
Canabis Protectio sul soffitto del portico
Pane, canapa e vino compongono sulla volta del portico un piccolo programma civico legato all’economia della Bologna storica.
I ruderi del Castello di Galliera alla Montagnola
Fra Autostazione e Montagnola sopravvivono i resti di una fortezza pontificia: un bordo urbano da leggere prima che chiudano i cancelli del parco.
I sepolcri dei glossatori fra due basiliche
Due gruppi di mausolei raccontano i maestri dello Studium medievale: una rotta serale da San Francesco a San Domenico, sempre all’esterno.
Il papa travestito da san Petronio
Osservare sulla facciata di Palazzo d’Accursio il bronzo di Gregorio XIII, salvato nell’età napoleonica grazie a un ingegnoso cambio d’identità.
Il punto prospettico della Fontana del Nettuno
Dal lato di Salaborsa il dito del Nettuno cambia forma per un effetto prospettico: una ricerca breve dentro il progetto cinquecentesco della fontana.
Il Sacrario dei partigiani in piazza del Nettuno
Leggere i volti sul muro di Palazzo d’Accursio ricostruisce la Resistenza bolognese: un memoriale nato spontaneamente sul luogo nell’aprile 1945.
Il volto cornuto di Palazzo Salina
Osservare le teste scolpite di Palazzo Salina fino a isolare il volto cornuto: un dettaglio rinascimentale da cercare sotto il portico.
L’orologio fermo alle 10:25
L’orologio di Bologna Centrale segna ancora le 10:25 del 2 agosto 1980: una tappa sobria fra i segni pubblici lasciati dalla strage.
La Diavolessa sotto il Portico dei Bastardini
Una piccola figura di ferro con corpo femminile e volto canino lega il Portico dei Bastardini all’antico ospedale degli esposti.
La Garisenda piegata nell’Inferno di Dante
Dal piano strada la Garisenda sembra rovesciarsi verso chi guarda: la stessa vertigine di pietra che Dante trasformò in un gigante dell’Inferno.
Le tre frecce nel soffitto di Casa Isolani
Tre frecce minuscole sono conficcate tra le travi di Casa Isolani: una caccia a naso in su che separa la leggenda dal restauro ottocentesco.
Novantacinque centimetri sotto il portico più stretto
In via Senzanome il portico si restringe a novantacinque centimetri, il limite opposto dei grandi percorsi coperti bolognesi.
Quattro affacci serali sul Canale di Reno
Dalla Finestrella a via Capo di Lucca: quattro affacci pubblici ricostruiscono il Canale di Reno mentre il tratto delle Moline si illumina.
Da Piazza Dante alle librerie di Port’Alba
Da Piazza Dante a Piazza Bellini, passando sotto la porta seicentesca e lungo la strada dei libri: un percorso breve nel centro antico.
Da Piazza Vittoria a Borgo Marinari lungo via Partenope
Via Partenope conduce a Santa Lucia e al giro di Borgo Marinari; al ritorno cambiano posizione Vesuvio, castello e luci del golfo.
Il cratere dell’Averno al crepuscolo
Il bordo del lago d’Averno riunisce paesaggio vulcanico, memoria del Portus Julius e tradizione classica dell’ingresso agli inferi.
Il Nilo romano nel cuore di Napoli
Sfinge, putti e restauri distinguono il dio fluviale romano dalla leggenda napoletana del Cuorpo ’e Napule.
Il San Gennaro di Jorit a Forcella
Osservare il San Gennaro di Jorit rivela il volto di un operaio napoletano: un ritratto monumentale fra culto, arte urbana e centro antico vivo.
La Madonna armata dei Girolamini
In piazza dei Girolamini cerca lo stencil attribuito a Banksy: una figura mariana porta una pistola al posto dell’aureola, protetta ma visibile.
Porta Nolana e le due torri aragonesi
Osservare Porta Nolana tra mercato e stazione rivela ancora un ingresso quattrocentesco di Napoli: arco in marmo e due torri delle mura aragonesi.
Pulcinella all’angolo del Vico del Fico
Il busto di Lello Esposito porta la maschera napoletana nella strada e racconta un rito portafortuna nato in tempi recenti.
Scendere alla Fenestella e risalire da Marechiaro
Calata Marechiaro scende dalla strada di Posillipo alla Fenestella e all’acqua; il ritorno ripercorre integralmente la stessa salita.
Spinacorona, la fontana delle Zizze
In una strada del Pendino, Partenope spegne il Vesuvio con l’acqua: la piccola fontana di Spinacorona concentra un’intera allegoria di Napoli.
Berta, la testa pietrificata sul campanile
Sul campanile di Santa Maria Maggiore spunta una testa marmorea antica detta Berta; la pietrificazione appartiene alla leggenda cittadina.
Due cortili dentro l’ex carcere delle Murate
Due cortili e un passaggio coperto attraversano l’ex carcere delle Murate: trenta minuti fra piazza Madonna della Neve, archi e memoria urbana.
Il Diavolino all’angolo di Palazzo Vecchietti
All’angolo di Palazzo Vecchietti un satiro reggeva lo stendardo: oggi in strada resta la copia del Diavolino, mentre l’originale è al Bardini.
Il museo senza porte di Piazza della Signoria
Perseo, Ercole, le Sabine e Nettuno restano visibili nella piazza: un percorso serale legge il museo all’aperto davanti a Palazzo Vecchio.
Il Porcellino e la pietra dei mercanti falliti
Quando i banchi chiudono, la Loggia del Mercato Nuovo lascia vedere due storie diverse: il cinghiale di bronzo e la pietra dello scandalo.
L’autoritratto strangolato sulla porta del Duomo
Fra le figure della porta destra del Duomo, Giuseppe Cassioli inserì il proprio volto stretto da una serpe, firma autobiografica della commissione.
La testa di toro che guarda il marito tradito
Sul fianco nord del Duomo un toro di marmo guarda una casa precisa: omaggio agli animali da cantiere o vendetta scolpita contro un marito geloso?
Le api impossibili di Santissima Annunziata
Dietro il cavallo di Ferdinando I, un’ape regina è circondata da decine di api senza file regolari: il rompicapo più minuto della piazza rinascimentale.
Trentatré lapidi nella Firenze di Dante
Badia, case-torri, Santa Margherita e Battistero compongono un percorso serale fra le strade in cui trentatré lapidi fanno parlare la Commedia.
Da piazza Castello al Po sotto i portici di via Po
Da piazza Castello a piazza Vittorio Veneto, via Po conduce sotto i portici fino al fiume, con viste sulla Mole, sul ponte e sulla Gran Madre.
I volti irochesi di Palazzo Carignano
Percorrere la facciata curva di Palazzo Carignano e confrontare i mascheroni in cotto ispirati ai capi irochesi del Canada, disposti attorno alle finestre.
Il mascherone sopra la falsa porta
Sul Mastio della Cittadella, un volto grottesco sovrasta un varco monumentale concepito per ingannare gli assedianti.
Il piercing barocco di via Palazzo di Città
Un anello d’acciaio attraversa lo spigolo del palazzo e lascia due colature colorate sui prospetti.
Il Portone del Diavolo e il batacchio di via XX Settembre
All’angolo con via Alfieri, il portone originale del 1675 nasconde fra gli intagli un piccolo batacchio con il volto del diavolo.
La Fetta di Polenta vista di taglio
Vista dall’angolo di Vanchiglia, Casa Scaccabarozzi si assottiglia fino a sembrare una fetta: geometria di Antonelli da leggere dalla strada.
Riconoscere le stagioni nella Fontana Angelica
Quattro gruppi di bronzo trasformano le stagioni in corpi, putti e simboli naturali: la Fontana Angelica di Torino si decifra girandole attorno.
Il campanile mozzato di Santa Margherita
Attraversare Campo Santa Margherita, trovare il campanile mozzato nel 1808 e distinguere sul basamento il drago dal mostro marino scolpito nella pietra.
Il Drago Marforio, una lampada con tre ombrelli
All’angolo di Campo San Salvador un drago liberty stringe tre ombrelli di vetro colorato: è l’insegna rimasta di una bottega veneziana scomparsa.
Il Gobbo di Rialto e la scala degli araldi
La cariatide curva reggeva il luogo delle proclamazioni pubbliche e divenne anche supporto della satira veneziana.
La lapide delle chiovere del 1668
Entrare in Ramo Cimesin da San Pantalon, trovare la lapide del 1668 e decifrare il divieto che proteggeva dai giochi i panni stesi nelle chiovere.
Le impronte del Ponte dei Pugni
Quattro piedi di pietra segnano le posizioni dalle quali le fazioni veneziane iniziavano i combattimenti rituali.
Da Porta Felice allo Spasimo passando per il Foro Italico
Da Porta Felice il percorso costeggia il Foro Italico, entra nella Kalsa dalle Mura delle Cattive e termina davanti allo Spasimo.
Da Valdesi al borgo di Mondello lungo la passeggiata Liberty
La passeggiata segue l’intera curva della baia da Valdesi allo Stabilimento su palafitte e continua fino alla torre e al vecchio borgo di pescatori.
Fontana Pretoria, ricomposta in 644 pezzi
Trasferita da una villa fiorentina e adattata a Palermo, Fontana Pretoria dispone fiumi, divinità e creature ibride su tre livelli.
Il Cassaro illuminato, da Porta Nuova ai Quattro Canti
Da Porta Nuova ai Quattro Canti lungo il Cassaro: un’ora fra Palazzo Reale, Cattedrale illuminata, piazza Bologni e le prospettive barocche.
Il Genio e il serpente di Piazza Rivoluzione
Il protettore laico di Palermo regge al petto un serpente; la statua cinquecentesca divenne anche un emblema politico della città.
Il sussurro lungo il muro dei Due Draghi
Alle estremità del muro semicircolare di corso Calatafimi, due voci possono verificare un effetto acustico descritto dal Comune di Palermo.
I due volti di Palazzo San Giorgio
Un giro esterno fra il lato medievale e quello rinascimentale di Palazzo San Giorgio, leggendo dogana, finanza e la leggenda genovese di Marco Polo.
I truogoli dove l’acqua non veniva mai chiusa
Sotto una tettoia di ferro sopravvive il lavatoio comune di Santa Brigida, luogo di lavoro e incontri dove, si diceva, l’acqua correva sempre.
Il risseu di Campo Pisano sopra la memoria della Meloria
A Campo Pisano un risseu bianco e nero copre un’antica area di sepoltura, legata dalla tradizione ai prigionieri della battaglia della Meloria.
L'ascensore Liberty fino a Spianata Castelletto
Da piazza Portello l'ascensore storico sale in pochi minuti al Belvedere Luigi Montaldo; una breve passeggiata legge tetti, torri e porto dall'alto.
La colonna infame che gli eredi provarono a nascondere
In una piazza di via del Campo, una fontana tenta ancora di celare la colonna che condannò per sempre la memoria del congiurato Vachero nei caruggi.
Dalla piazza del Ferrarese a Santa Scolastica sulla Muraglia
Quaranta minuti sulla cinta di Bari vecchia: rampa del Ferrarese, Fortino di Sant’Antonio, profilo di San Nicola e discesa a Santa Scolastica.
Il leone della Colonna Infame
In Piazza Mercantile, un leone funerario romano porta sul collare Custos Iusticie: fu riusato come gogna pubblica ai piedi della colonna di marmo bianco.
I dieci Topolini al tramonto, dalla Pineta e ritorno
Dalla Pineta di Barcola alle dieci terrazze dei Topolini nell’ultima luce, con ritorno sul marciapiede di viale Miramare dopo il tramonto.
Trovare Mikeze e Jakeze sopra il Municipio
Il meccanismo del Municipio scandisce Trieste dal 1876; oggi le copie bronzee di Mikeze e Jakeze battono la campana sopra piazza Unità.
Enzo Sicuri, il filosofo da marciapiede
In Piazzale della Macina cerca Enzo Sicuri accanto alla bicicletta e ai suoi contenitori: la città ricorda così il filosofo da marciapiede di Parma.
Il mattone campione di Parma
Osservare sulla facciata del Palazzo del Governatore il mattone campione che regolava fornaciai e costruttori: una misura medievale in piazza.
Un giro serale intorno alla peschiera del Parco Ducale
Un anello di 35–50 minuti da Ponte Verdi al Palazzo Ducale e alla peschiera, percorribile nella fascia serale pubblicata da aprile a ottobre.
Artù scolpito sulla Porta della Pescheria
Sulla Porta della Pescheria, un archivolto del XII secolo racconta re Artù: una lettura esterna fra telamoni, mesi scolpiti e ipotesi medievali.
NoviArk, dalla strada romana alle anfore del parcheggio
Una strada romana ricomposta nel parco conduce a necropoli, edifici rurali e anfore esposte nel parcheggio, accessibili anche durante la notte.
Piazza Grande e la Ghirlandina da quattro prospettive
Quattro inquadrature attorno al complesso UNESCO mostrano come torre, Duomo e portici cambino rapporto a ogni svolta dopo il tramonto.
Ascoltare la fontana annotata da Leonardo
A Rimini si ascolta l’armonia delle quindici cannelle annotata da Leonardo nel 1502, poi si leggono pigna, tamburo romano e iscrizione nella piazza.
Dal Belvedere Kennedy alla palata lungo il Parco del Mare
Dal Belvedere di piazzale Kennedy il percorso attraversa il Parco del Mare e piazzale Fellini e termina sulla palata del porto.
Dal Ponte di Tiberio ai murales del Borgo San Giuliano
L’anello attraversa il Ponte di Tiberio, percorre via San Giuliano fra case e murales e torna da piazza sull’Acqua in circa un’ora.
Dall’Arco al Ponte lungo la Rimini romana
Attraversare Rimini dall’Arco d’Augusto al Ponte di Tiberio ricompone il decumano romano dentro la città serale, passando per l’antico foro.
L’anello dei Lungarni fra due ponti
Dal Ponte di Mezzo il giro segue la sponda nord fino al Ponte della Fortezza, torna sulla riva opposta e riattraversa l’Arno al punto di partenza.
La Torre della Fame nel Palazzo dell’Orologio
La facciata di Piazza dei Cavalieri ingloba la torre dove furono rinchiusi Ugolino della Gherardesca e i suoi familiari.
Le unghiate del diavolo sul Duomo di Pisa
Cinque archi dal fronte del Duomo, un blocco di marmo conserva piccoli fori: la ricerca separa il dettaglio reale dalla leggenda delle unghiate.
Dal Campo a Fontebranda e alla basilica di San Domenico
Da Fonte Gaia il percorso scende per via di Fontebranda, raggiunge la fonte e risale da via Santa Caterina fino alla basilica di San Domenico.
Il giro completo dei bastioni della Fortezza Medicea
Dalla Lizza il percorso compie l’intero quadrilatero lungo la cinta e torna allo stesso accesso, con il Bastione San Domenico a metà giro.
Contare i tredici mascheroni della Fontana del Calamo
Tredici mascheroni, quattordici volute e un volto diverso dagli altri: ad Ancona la Fontana del Calamo diventa una piccola indagine serale nella pietra.
Dal Mandracchio ai due archi del porto antico
Una passeggiata di circa cinquanta minuti sul molo storico: prima l’Arco di Traiano, poi l’Arco Clementino, leggendo il porto romano e quello vanvitelliano.
Dal Monumento ai Caduti alle grotte del Passetto
La discesa conduce dal Monumento ai Caduti alla spiaggia del Passetto; il percorso costeggia le grotte colorate e risale prima che termini il servizio stagionale.
Il Cardeto nell’ultima luce, dal faro al Campo degli Ebrei
Un anello serale fra i due fari del Cardeto e il cimitero ebraico storico, con il porto e l’Adriatico nell’ultima luce.
Dal Sasso Barisano al Caveoso lungo la Gravina
Un attraversamento vero dei due Sassi: si scende nel Barisano, si costeggia la Gravina e si risale dal Caveoso, iniziando prima del buio pieno.
I sei volti della Fontana Ferdinandea
Contare i sei mascheroni della Fontana Ferdinandea, risalire all’iscrizione del 1832 e riconoscere nello stemma la macchina pubblica dell’acqua.
Il Piano da piazza Pascoli a piazza Vittorio Veneto
Un percorso alto e meno ripido dei Sassi: da piazza Pascoli a Ridola, Purgatorio, San Francesco, piazza Sedile e belvedere Guerricchio.
Dalle terme romane all’Arena dello Stretto
Dalle terme romane il percorso raggiunge le mura greche e l’Arena dello Stretto, affiancando archeologia, palazzi novecenteschi e costa siciliana.
Le tre pelli scolpite da Rabarama
Sul lungomare Falcomatà, tre corpi monumentali cambiano superficie fra lettere, labirinti e costellazioni.
Dal Tempio di Apollo alle colonne di Atena
Dal Tempio di Apollo a piazza Duomo, un asse di 900 metri termina davanti alle colonne greche inglobate nel fianco della Cattedrale lungo via Minerva.
Dalla Marina alla Fonte Aretusa lungo il Porto Grande
Da Porta Marina il percorso segue il Porto Grande fino a Fonte Aretusa, gira il bacino e termina dove lungomare Alfeo incontra via Castello Maniace.
Entrare al Museion alle 19 con la visita gratuita del giovedì
L’arrivo alle 18:45 precede la visita gratuita delle 19; dalle 20 le sale restano visitabili in autonomia fino alle 22.
Piazza Walther e i Portici con le audioguide della città
Quattro audioguide gratuite trasformano piazza Walther, piazza delle Erbe, i Portici e piazza del Grano in un itinerario serale di circa un’ora.
Da piazza Sordello al quadrante di piazza Erbe
Quattro piazze in sequenza, non quattro facciate isolate: da Sordello al Broletto, poi Erbe e Mantegna leggendo archi, torri e proporzioni.
Il profilo di Mantova dal Lago di Mezzo
Dal fossato del castello al Lungolago Gonzaga: un’andata e ritorno sul Lago di Mezzo per vedere la città passare dal controluce alle luci serali.
La gabbia sospesa sopra via Cavour
Sulla facciata della Torre degli Acerbi resta una gabbia di ferro: dal 1576 esponeva i condannati sopra via Cavour, in piena vista della città.
La street art della Darsena, dal sottopasso al Candiano
Dal sottopasso della stazione il percorso raggiunge via Gulli e via Trieste, poi torna sulla banchina: la street art si osserva prima del buio.
Tredici rintocchi per Dante all’imbrunire
Ogni sera la campana dietro la Tomba di Dante suona tredici volte, un rito civile nato nel 1921 e legato al giorno della morte del poeta.
Il Montagnone al crepuscolo, lungo le mura estensi
Un tratto breve delle mura al crepuscolo: da via Porta Romana al parco del Montagnone, tra terrapieno alberato e profilo del baluardo prima del buio pieno.
Le 8.500 punte di Palazzo dei Diamanti
Osservare le ottomilacinquecento bugne di Palazzo dei Diamanti cambiando angolo: una lettura serale di ombre e urbanistica rinascimentale.
Le porte perdute del ghetto di Ferrara
Via Mazzini, Vignatagliata e Vittoria conservano la geografia del ghetto istituito nel 1626, le sinagoghe e la memoria della persecuzione novecentesca.
Dall’Anfiteatro a Porta Elisa, con sosta in via del Fosso
Dall’ellisse dell’Anfiteatro il percorso passa sotto la Torre delle Ore, sosta sul canale di via del Fosso e raggiunge l’asse di Porta Elisa.
Il giro completo delle Mura, da Porta San Donato
Da Porta San Donato l’intero anello supera i quattro chilometri e usa Santa Maria, San Colombano e San Frediano come punti di controllo.
Seguire il labirinto inciso sul Duomo di Lucca
Sul pilastro dell’arcata più stretta del Duomo, un labirinto medievale conserva un’iscrizione su Teseo e Arianna: a Lucca il filo si segue con lo sguardo.
Sotto le arcate illuminate del Nottolini, fino all’autostrada
Dal tempietto di San Concordio il cammino segue le arcate illuminate fino all’autostrada e torna indietro lungo lo stesso tratto.
Da Piazza Grande al Prato, leggendo la città in salita
Un percorso serale di un’ora dalla pendenza di Piazza Grande alle Logge vasariane, poi in salita fino al Prato e agli esterni della Fortezza Medicea.
Il mercoledì degli astrofili a San Zeno
L’incontro del mercoledì a San Zeno unisce una lezione degli astrofili e, quando il meteo lo permette, l’osservazione guidata al telescopio; la prenotazione è obbligatoria.
Da Piazza della Libertà alla Stazione Marittima illuminata
Il percorso attraversa Piazza della Libertà, raggiunge il Molo Manfredi e la Stazione Marittima illuminata, poi rientra verso Santa Teresa.
Dagli archi di via Arce a San Pietro a Corte
Dagli archi di via Arce il percorso scende a via dei Mercanti, devia al Duomo e termina tra largo Barbuti e San Pietro a Corte in circa un’ora.
Le maschere della Fontana dei Pesci
Delfini, vasca a calice e volti grotteschi compongono una fontana seicentesca nel centro antico di Salerno.
Dal Ponte Girevole alla Rotonda lungo il Mar Grande
In 60–75 minuti passa dal canale navigabile al Monumento al Marinaio e alla Rotonda, distinguendo il Mar Piccolo dal fronte aperto del Mar Grande.
Il turno delle 20 dentro il Castello Aragonese
La visita gratuita delle 20 attraversa ponte dell’Avanzata, cappella, cortile, corridoi e casematte e termina sul Canale Navigabile.
Da Porta Catania alle Naumachie lungo corso Umberto
Un percorso di 50–70 minuti da Porta Catania alla Torre dell’Orologio e al muro romano delle Naumachie, senza dipendere da ingressi diurni.
La Centauressa sulla fontana di Taormina
Gira attorno alla fontana di Piazza Duomo e usa lo zoom per riconoscere nella Centauressa coronata scettro, globo e parte taurina del corpo.
Dalla piazza del Pesce a Torre di Ligny sulle Mura di Tramontana
Dall’esedra dell’ex Mercato del Pesce, le Mura di Tramontana conducono a Porta Ossuna e alla Torre di Ligny durante l’apertura estiva.
I due quadranti di Porta Oscura
Sopra Porta Oscura, un quadrante solare e un lunario organizzano zodiaco, stagioni e fasi della Luna con due funzioni diverse.
Da Porta Terra ai bastioni, leggendo la città catalana
Un itinerario serale di un’ora da Porta Terra al fronte sul mare, seguendo targhe algheresi, campanile di Santa Maria, Porta a Mare e Torre di Sulis.
Fertilia al tramonto, dal centro alla laguna del Calich
Un percorso al crepuscolo dal centro razionalista di Fertilia al punto di osservazione sul Calich, tornando prima del buio lungo lo stesso asse.
Da Porta San Giovanni a Porta San Matteo, passando per le torri
L’asse da Porta San Giovanni a Porta San Matteo legge le torri dalle due piazze e comprende una deviazione alla Rocca di Montestaffoli.
Trovare la Torre del Diavolo in piazza della Cisterna
Sul lato nord di piazza della Cisterna, la Torre del Diavolo si trova dal pozzo: beccatelli, Palazzo Lupi e una leggenda nata da un ritorno inatteso.
Dal Duomo alla Madonnina sul fronte porto
Un itinerario di un’ora dalla Cattedrale al porto, con campanile, asse di via I Settembre, stele della Madonnina e Fontana di Nettuno.
Dal Lago di Faro alla punta di Capo Peloro
Un percorso da iniziare prima del tramonto: bordo del Lago di Faro, borgo e punta estrema, con il Pilone come riferimento per il ritorno.
Due chiese medievali sotto la quota moderna
Un confronto a piedi fra Catalani e Alemanna: due corti ribassate, due linguaggi diversi e un trasferimento breve nel centro ricostruito.
Il panorama dal piazzale di Cristo Re
Una sosta breve ma leggibile: dal piazzale si mette in relazione il porto con il sacrario ottagonale e la torre superstite di Matagriffone.
Le Quattro Fontane che oggi sono due più due
Percorrere l’incrocio delle Quattro Fontane rivela un paradosso urbano: due restano nelle strade di Messina, altre due sono conservate nel museo.
Da Amalfi ad Atrani attraverso il collegamento di Luna Rossa
Un tragitto serale breve fra i due borghi usando il collegamento pedonale accanto a Luna Rossa, fino a piazza Umberto I e alla Spiaggia Piccola.
Dai supportici al mare nel centro di Amalfi
Un circuito serale di cinquanta minuti fra passaggi coperti, fontana Cap’e Ciucci, scalea del Duomo e sbocco sul mare in piazza Flavio Gioia.
Dal varco Madonnella alla piazzetta e all’istmo di Sant’Angelo
Un circuito pedonale dal varco Madonnella alla piazzetta, intorno al piccolo porto e fino all’istmo sabbioso sotto il promontorio.
Vedere il Fungo emergere dal porto di Lacco Ameno
Un blocco di tufo verde staccato dall’Epomeo e scolpito dal mare: sul porto di Lacco Ameno il Fungo cambia profilo percorrendo il lungomare.
Da piazza dei Martiri a Terra Murata
Il percorso attraversa Casale Vascello, sale a Terra Murata, tocca Abbazia e Palazzo d’Avalos dall’esterno e termina al belvedere sulla Corricella.
Da piazza dei Martiri al fondo della Corricella
Da piazza dei Martiri la scalinata raggiunge la Corricella; il percorso segue tutto il molo pedonale fra case e barche e risale dalla stessa via.
Aia Piccola, dalle corti di Giangiacomo a Pozzo Contino
Un circuito serale nel rione residenziale dei trulli, entrando da via Verdi e collegando le corti Giangiacomo e Pozzo Contino senza invadere le case.
Da Casa d’Amore a Sant’Antonio attraverso il Rione Monti
Un itinerario serale completo: l’epigrafe di Casa d’Amore, il belvedere sui coni e la salita lungo via Monte San Michele fino a Sant’Antonio.
Da Porta Vecchia ai gozzi del Porto Vecchio
Il bordo sul mare collega Porta Vecchia al Castello Carlo V e ai gozzi del Porto Vecchio, quando le prime luci si riflettono nel bacino.
Il portale del Purgatorio e i morti in piedi
Tra il portale barocco e la stanza dei confratelli disidratati, il Purgatorio racconta come Monopoli rese visibile la memoria della morte in città.
Santa Maria Amalfitana aperta fino alle nove
Santa Maria Amalfitana apre gratuitamente fino alle 21 nell’estate 2026; sotto la chiesa romanica resta una grotta oggi non accessibile.
Santa Maria Amalfitana e la Cattedrale aperte fino alle 21
Fino al 30 settembre, Santa Maria Amalfitana e la Cattedrale aprono gratis fino alle 21: due interni e un tratto di centro antico nella stessa sera.
Da Ragusa Superiore a Ibla lungo le scale
La discesa da via 24 Maggio a Ibla passa per Santa Maria delle Scale, la cupola dell’Itria, piazza della Repubblica e corso XXV Aprile.
Da Torre Cabrera a piazza Malta sul lungomare
Dalla Torre Cabrera il percorso attraversa piazza Duca degli Abruzzi e segue il lungomare Andrea Doria fino a piazza Malta, prima del ritorno.
Serpenti e scorpioni a Palazzo Cosentini
Sotto un balcone laterale, cinque mascheroni mordono un serpente e uno scorpione fra le allegorie barocche del palazzo.
Da Paraggi a Portofino sul sentiero illuminato sopra Niasca
Dal lato sud di Paraggi il sentiero sale nel bosco sopra Niasca, supera Baia Cannone e termina davanti alla chiesa di San Martino.
Dalla Piazzetta al faro lungo la penisola illuminata
Dalla Piazzetta il percorso sale al sagrato di San Giorgio, supera Castello Brown e raggiunge il belvedere sotto il faro.
Dalla città bassa a Piazza Grande
Una salita serale parte dalle Logge dei Tiratori, attraversa le vie medievali e termina sulla terrazza pensile davanti al Palazzo dei Consoli.
Tre giri alla Fontana dei Matti
A Gubbio una fontana cinquecentesca assegna simbolicamente la patente di matto: tre giri, un poco d’acqua e una tradizione locale legata ai Ceri.
Attraversare il Ponte delle Torri dopo il tramonto
Da piazza Campello il percorso raggiunge il Ponte delle Torri, attraversa fino al versante di Monteluco e torna sullo stesso tracciato in 45–60 minuti.
Da piazza della Libertà al Duomo via Arco di Druso
Da piazza della Libertà il percorso passa sotto l’Arco di Druso, attraversa l’antico foro e termina sulla scalinata del Duomo.
Il tratto illuminato della Passeggiata Tappeiner
Dall’accesso Kralinger vicino al Ponte Romano al Tirolersteig dietro il Duomo: è il segmento che l’ente turistico dichiara illuminato fino a mezzanotte.
Sette quadranti per un solo campanile
Quattro orologi finirono nascosti dalle case in crescita; Merano ne aggiunse tre circa otto metri più in alto, creando un campanile con sette quadranti.
Da Porta Napoli all’acquedotto seguendo l’acqua
Percorrere l’asse da Porta Napoli a piazza Garibaldi richiede 45–60 minuti fra portale medievale, Fontana del Vecchio, acquedotto e fontana centrale.
I tre tempi della facciata dell’Annunziata
Leggere la facciata dell’Annunziata da sinistra a destra, abbinando ogni porta alla finestra soprastante per ricostruire tre cantieri fra 1415 e 1522.
Dal castello alla Giudecca, con la cattedrale sul mare
Dal Castello il percorso raggiunge la cattedrale sul mare, attraversa la Giudecca fra Scolanova e Sant’Anna e termina sulle banchine del porto.
Dalla cassa armonica al Fortino nella Villa Comunale
Da piazza Plebiscito, il percorso attraversa la Villa fra cassa armonica e colonne miliari e termina sul Fortino Sant’Antonio dopo il tramonto.
Dall’acquedotto al ghetto lungo i tre assi di Pitigliano
Da piazza Garibaldi il percorso legge gli archi dell’acquedotto, attraversa i tre assi del borgo e raggiunge l’esterno del ghetto ebraico.
Il borgo dal belvedere della Madonna delle Grazie
Una sosta di 25–35 minuti permette di osservare rupe, acquedotto e case dal belvedere della Madonna delle Grazie prima, durante e dopo il tramonto.
L’orso sul monumento del 1490
Un orso, uno scudo e rilievi guerreschi riuniscono sul pilastro di travertino il potere degli Orsini e l’identità di Pitigliano.
Da San Jacopo alla Terrazza Mascagni lungo il mare
Dalla chiesa di San Jacopo il percorso segue Viale Italia sul mare e termina con il giro della scacchiera e del gazebo della Terrazza Mascagni.
Quattro prigionieri, quattro corpi
Ai piedi di Ferdinando I, quattro prigionieri in bronzo hanno età, posture e tensioni diverse: il monumento si legge girandogli tutto intorno.
Dai Giardini Oberdan ai Nicchioni passando per piazza del Popolo
Un percorso di 50–65 minuti: tramonto dai Giardini Oberdan, piazza Garibaldi, palazzi di piazza del Popolo e Nicchioni sotto la nuova luce.
Dal Tempio della Consolazione a San Fortunato attraverso i parchi
Un percorso di 50–70 minuti dal tempio rinascimentale alla Rocca e a San Fortunato: prima la luce sulle absidi, poi i parchi e il profilo di Todi.
Dall’Alberata a Santa Maria in Castello lungo il margine fortificato
In 60–75 minuti passa dall’Alberata a Porta di Castello, Santa Maria e Ripa, confrontando paesaggio, torri e tratti superstiti della cinta medievale.
L’architrave diventato gradino
La soglia dell’Archivio storico reimpiega l’architrave inciso della scomparsa chiesa di San Nicolao.
Dalla Porta di Santo Stefano alla Madonna della Costa
Dalla Porta di Santo Stefano la salita segue le Rivolte, piazzetta dei Dolori e i Giardini Regina Elena, terminando davanti alla Madonna della Costa.
In bici dall’ex stazione verso Pian di Poma al tramonto
Dall’ex stazione la pedalata procede verso ponente lungo corso Imperatrice, usa Pian di Poma come giro di boa e rientra prima del buio pieno.
Da piazza Garibaldi al Ponte Vecchio, attraversando il Brenta
Un anello di circa cinquanta minuti dalle due piazze al ponte coperto: attraversamento, sosta sulla riva occidentale e ritorno guardando la struttura dal basso.
Viale dei Martiri, memoria sul margine del Grappa
Da Porta delle Grazie, alberi, fotografie e lapidi compongono un memoriale diffuso delle vittime del 26 settembre 1944.
Il Crostolo sul pozzo di Piazza Prampolini
Una divinità fluviale scolpita nel 1754 passò dalla Villa Ducale di Rivalta al pozzo civico nel centro di Reggio Emilia.
Le tracce del canale scomparso in piazza Fontanesi
Piazza Fontanesi conserva nel disegno urbano il Canale del Guazzatoio, antiche misure mercantili, una lunetta dipinta e Porta Castello medievale.
La geometria radiale di Piazza Grande
Dal pennone centrale, sei strade disposte in coppie opposte rendono leggibile a terra il progetto della città-fortezza.
Le macchine di Porta Udine
Le ruote del ponte levatoio e l’acquedotto veneziano riuniscono, nello stesso accesso, difesa militare e approvvigionamento idrico.
Porta Aquileia, ingresso di rappresentanza
Pietra d’Istria, volute e una garitta centrale compongono il volto cerimoniale della prima porta costruita a Palmanova.
Il punto da cui Giorgione disegnò il castello
Da una piazzola fuori le mura si ritrova l’inquadratura attribuita a Giorgione: Castel San Zeno conserva quasi lo stesso profilo del Cinquecento.
La porta costruita come una sequenza di trappole
Fossato, controfossato, ponti levatoi e saracinesche trasformavano la Rocca degli Alberi in una lunga macchina per rallentare ogni ingresso.
Le ventiquattro torri e il fossato scomparso
Quasi due chilometri di mura alternano trachite e laterizio: lungo il vallo si contano ventiquattro torri e le tracce del fossato medievale.
Il Cavallo di Nina Akamu a Vinci
La scultura del 2001 riprende il progetto colossale per Francesco Sforza che Leonardo non riuscì a completare a Milano.
Il poliedro stellato di Piazza dei Guidi
L’intervento di Mimmo Paladino traduce geometria, proporzione e disegni leonardiani in pietra, vetro e metallo.
Il mortaio Škoda davanti al castello
Una macchina d’assedio austro-ungarica da 30,5 centimetri è esposta nello spazio pubblico davanti ai torrioni di Rovereto.
La cupola circolare del Mart
Oculo, fontana e pavimento ripetono la geometria di una piazza coperta da vetro e acciaio, grande quanto il Pantheon.
Il tempo gira al contrario dal 1583
Un solo indicatore gira in senso antiorario e riunisce sullo stesso quadrante ore, calendario, zodiaco e cicli lunari.
La Morte regina sopra il sagrato
Sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini, il ciclo del 1485 dispone Trionfo, Danza Macabra e frammenti del Giudizio in registri sovrapposti.
Il cinghiale murato nel campanile del Duomo
Un rilievo romano inglobato nel campanile è diventato il cinghiale leggendario delle origini di Benevento, fra reperto e memoria civica.
Le quattro facce dell’obelisco di Iside
Quattro facce di geroglifici e un basamento plurilingue riportano nello spazio urbano il culto beneventano di Iside.
Il ponte di ceramica che ricucì Caltagirone
Il ponte seicentesco supera il dislivello urbano con una pelle di maioliche policrome, unendo infrastruttura e tradizione ceramica.
La balconata Ventimiglia nascosta dietro Via Roma
Dietro Via Roma, portale e balconata rivestiti di maiolica policroma portano la ceramica monumentale sulla facciata di una casa privata.
Le 142 alzate della Scala di Caltagirone
Centocquarantadue alzate trasformano la salita in un atlante di maiolica siciliana, diverso a ogni quota e leggibile fino al crepuscolo.
Il bestiario verticale di San Domenico
Dal basso della facciata di San Domenico cerca cariatidi, putti e creature: salendo, il bestiario lascia spazio a forme più leggere sopra il portale.
Le nove colonne dell’Osanna
Otto sostegni esterni e una colonna centrale formano il tempietto del 1603 legato alla benedizione dei rami d’ulivo.
Toro, Meduse e anguille nella fontana di Nardò
La fontana civica del 1930 compone l’emblema del toro con anguille, volti di Medusa e iscrizioni scolpite.
Il percorso dell’acqua a Fonte di Docciola
Archi, bocche, vasca e canaletta rendono leggibile una fonte medievale collegata oggi da una scala di 251 gradini.
Il porcellino sospeso sulla torre
Una piccola figura animale sulla piattaforma superiore ha dato il proprio soprannome alla torre del Palazzo Pretorio.
Le tre teste della Porta all’Arco
Passare sotto Porta all’Arco, confrontare panchino, tufo e selagite e cercare con lo zoom le tre teste etrusche dal significato ancora incerto.
Il ponte romano sull’asse della Salaria
I resti nel Velino si allineano con via Roma, tratto urbano dell’antica strada del sale.
L’Umbilicus contemporaneo di Rieti
Il profilo dell’Italia in Piazza San Rufo traduce in un monumento moderno l’antica tradizione del centro geografico.
La lira ricostruita con dodici monete
L’Italia turrita, una moneta da una lira e dodici pezzi sulle basi ricordano in Piazza Cavour la valuta italiana.
Il Gigante incompiuto diventato fontana
La figura non finita di Baccio Bandinelli convive con due delfini e una vasca aggiunti quando il progetto monumentale divenne fontana civica.
Il putto che si copre in Piazza Duomo
Di fronte alla Fontana del Gigante, un putto che si copre conserva la tradizione delle mogli adultere esposte alla pubblica vergogna.
La ruota civica sui rilievi di Casa Repetti
Fra i rilievi medievali della casa compare la ruota a otto raggi dello stemma cittadino, legata alla memoria del marmo e dei suoi trasporti.
I due quadranti del Palazzo del Governatore
Meridiana e calendario perpetuo organizzano sulla facciata di Piazza Cavalli informazioni diverse sul tempo.
Il ramarro delle Poste di Piacenza
Nel rombo a sinistra dell’ingresso, un piccolo ramarro metallico conserva le tracce di una consuetudine portafortuna.
La gabbia sospesa sul campanile del Duomo
Una grande struttura metallica sul campanile di Piacenza conserva il valore di ammonimento attribuito all’età di Ludovico il Moro.
I segni dei pellegrini sul Pozzo del Leoncino
Bordoni, scarselle e una conchiglia di San Jacopo trasformano il rivestimento quattrocentesco in una mappa del pellegrinaggio.
I tre cammini del Giro del Sole
Tre uomini bendati, ciascuno con una lampada, procedono in direzioni incompatibili nella piazzetta dell’Ortaggio.
La testa nera e la mazza di Grandonio
Cerca a sinistra del balcone comunale la testa di marmo nero e la mazza ferrata: due trofei custodiscono la leggenda del capitano Grandonio.
La fontana che ha perso Bellerofonte
Tre cannuoli, stemmi e nicchie vuote raccontano la fontana attraverso gli elementi rimasti e la statua rubata dopo il sisma.
La Torre dell’Orologio sopra la città
Una salita pubblica mostra il basamento, il quadrante e la mole barocca della Torre dell’Orologio, ricostruita dopo il terremoto del 1980.
Le dieci statue assenti dalla Dogana
Le nicchie vuote della Dogana ricostruiscono un prospetto un tempo abitato da dieci statue, oggi in parte custodite ad Atripalda.
Il bugnato a diamante di Palazzo Steripinto
La facciata del 1501 unisce una fitta armatura di pietra a bifore e coronamento merlato.
La torre difensiva diventata campanile
Il parallelepipedo quasi privo di finestre fu costruito nel 1550 per la difesa e solo in seguito assunse funzione campanaria.
Il Liberty marino di Villino Ruggeri
Alghe, conchiglie, fiori e aragoste legano la decorazione del Villino Ruggeri al paesaggio dell’Adriatico.
L’Adriatico nel fossato di Rocca Costanza
Nel 1500 l’acqua marina raggiunse il fossato della rocca, trasformando la fortezza di Pesaro in un’isola difensiva.
Le due porte della sinagoga italiana
In via delle Scuole una facciata senza insegne conserva due accessi diseguali, memoria della separazione storica fra uomini e donne.
L’Ala di Baracca fra Pegaso e Cavallino
Un’ala di travertino alta ventisette metri domina piazza Baracca: cerca Pegaso, Cavallino Rampante e le località incise delle 34 vittorie documentate.
La Meridiana dei Popoli dopo il tramonto
Una porta d’acciaio alta ventuno metri illumina piazza Garibaldi: date civili, versi in tre lingue, Braille, bronzo e un uovo sospeso in cima.
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