Foto Pufui PcPifpef · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
La tomba romana fatta esplodere e smontata
Il mausoleo di Atratino fu spogliato per il Duomo e usato come fortino: l’esplosione del 1815 aprì la grande breccia ancora visibile sul lato nord.
Gaeta, dopo il tramonto
In via Atratina 67 resta il volume circolare del mausoleo di Lucio Sempronio Atratino, costruito nel I secolo a.C. La circonferenza di 114 metri conserva la scala della tomba anche dopo la perdita del rivestimento; sul lato nord, una grande breccia interrompe la muratura.
Nel Medioevo il rivestimento lapideo fu smontato e alcuni materiali romani, fra cui parti del fregio e un frammento con il nome di Sempronio Atratino, furono reimpiegati nel campanile della Cattedrale. Nel 1815 il mausoleo era stato adattato a fortino: il fuoco nemico provocò l’esplosione della riserva di polvere da sparo e sconvolse il settore settentrionale. La storia e le dimensioni del monumento sono raccolte nelle pagine del Comune dedicate al mausoleo e alla Gaeta romana.
La visita disponibile è esterna. Dal passaggio pubblico si distinguono il basamento, l’andamento circolare e la breccia prodotta dall’esplosione; il frammento epigrafico reimpiegato appartiene invece al campanile della Cattedrale. La lettura serale rimane sul bordo stradale, senza accesso al rudere e con attenzione al traffico e al fondo.