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Foto Tournasol7 · CC BY-SA 4.0 · ritaglio

Falena Nera · Misteri

La porta costruita come una sequenza di trappole

Fossato, controfossato, ponti levatoi e saracinesche trasformavano la Rocca degli Alberi in una lunga macchina per rallentare ogni ingresso.

in serata Osservazione esterna senza biglietto ↗ Rocca degli Alberi, via Matteotti 104 · Ingresso occidentale del borgo

Montagnana, dopo il tramonto

Via Matteotti attraversa Montagnana e termina a occidente nella Rocca degli Alberi. Il passaggio nella porta mette in fila androne, torre e mastio; uscendo verso Borgo Alberi, la stessa struttura si ricompone dall’esterno contro la cinta. Le due prospettive fanno leggere l’ingresso come un corridoio controllato, non come un semplice varco nel muro.

La rocca fu costruita nel 1360-1362 dall’architetto Franceschin de’ Schici per Francesco I da Carrara. Questo settore guardava verso il territorio veronese controllato dagli Scaligeri e rafforzava una parte debole delle difese. Un fossato esterno e un controfossato interno separavano i corpi della fortificazione; ponti levatoi, portoni e saracinesche potevano interrompere il passaggio in più punti. La scheda del Comune di Montagnana descrive anche l’origine del nome, legato alla vegetazione che occupava l’area prima della costruzione.

Il percorso usa soltanto la viabilità ordinaria: prima il lato interno in fondo a via Matteotti, poi il passaggio della porta e infine il lato esterno. La successione odierna permette di immaginare dove fossato, controfossato, ponti levatoi e saracinesche spezzavano l’avanzata. Gli ambienti della Rocca risultano chiusi al pubblico per restauro; cancelli, cortili e aree di cantiere non fanno parte della camminata.

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