Foto Carlo Raso from Naples, Italy · Public domain · ritaglio
Spinacorona, la fontana delle Zizze
In una strada del Pendino, Partenope spegne il Vesuvio con l’acqua: la piccola fontana di Spinacorona concentra un’intera allegoria di Napoli.
Napoli, dopo il tramonto
La Fontana di Spinacorona è addossata al muro lungo via Giuseppina Guacci Nobile, accanto alla chiesa di Santa Caterina di Spinacorona. Le dimensioni ridotte e la posizione laterale la rendono facile da superare senza notarla. Il soggetto, invece, è inequivocabile: la sirena Partenope domina il Vesuvio, mentre i condotti ricavati nel busto spiegano il soprannome popolare di “Fontana delle Zizze”. L’osservazione migliore parte dall’insieme e si stringe poi sul rapporto fra la figura, il vulcano e la vasca.
La fontana compare nella Platea delle acque del 1498 e fu restaurata nel Cinquecento, come ricostruisce il catalogo comunale A testa alta. La stessa fonte chiarisce che la scultura originaria è conservata nella Certosa e Museo Nazionale di San Martino: quella in strada è una copia realizzata da Achille d’Orsi.
La sera la fontana entra in un percorso pedonale tra corso Umberto I, Forcella e il Pendino, senza richiedere un’apertura dedicata. La luce disponibile può essere irregolare e l’acqua non va considerata parte garantita dell’esperienza. Ciò che resta sempre leggibile è l’allegoria: Partenope, emblema della città, esercita un controllo fisico sul Vesuvio. È un’immagine civica condensata in pochi metri di pietra, più interessante se osservata dopo averne riconosciuto i personaggi.
Sul posto
- La fontana è lungo via Giuseppina Guacci Nobile, contro il muro della chiesa; non si trova al centro di una piazza.
- La scultura visibile all’aperto è una copia storica: l’originale appartiene alle raccolte di San Martino.
- Vasca e getti possono essere asciutti o interessati da manutenzione; il soggetto resta osservabile dalla strada.