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Foto Sergey Gabdurakhmanov · CC BY 2.0 · ritaglio

Falena Nera · Misteri

Separare due epoche nella Fontana delle Tartarughe

Quattro giovani di bronzo, quattro delfini e tartarughe aggiunte settant’anni dopo: in piazza Mattei una fontana si legge come una scena teatrale.

in serata Fontana delle Tartarughe, piazza Mattei · Sant’Angelo

Roma, dopo il tramonto

Un giro lento attorno alla Fontana delle Tartarughe separa i diversi livelli della composizione. Nella parte bassa quattro giovani di bronzo poggiano un piede sui delfini; l’acqua esce dalle bocche degli animali e cade nelle vasche a conchiglia. Più in alto, le mani degli efebi raggiungono le tartarughe sul bordo della vasca. La composizione sembra nata in un solo gesto, ma il dettaglio decisivo è la distanza temporale fra i corpi e gli animali superiori.

La Sovrintendenza Capitolina data la fontana al 1581–1588: progetto di Giacomo Della Porta, sculture di Taddeo Landini, marmi policromi e figure in bronzo. Il primo disegno era destinato alla vicina piazza Giudea; le insistenze di Muzio Mattei contribuirono a spostarlo nella piazza su cui affacciava la sua famiglia.

Le tartarughe appartengono invece al restauro del 1658–1659. La stessa scheda le dice attribuite dalla tradizione a Gian Lorenzo Bernini. I quattro cartigli marmorei ricordano quell’intervento. Gli animali oggi sulla fontana sono copie; gli originali superstiti, ritirati dopo furti e danneggiamenti, sono conservati nei Musei Capitolini, come ricorda la scheda nazionale del monumento.

Turismo Roma conserva anche la leggenda di un duca Mattei che avrebbe fatto costruire la fontana in una sola notte per impressionare il futuro suocero, per poi murare la finestra da cui l’aveva mostrata. La cronologia documentata occupa quasi ottant’anni; il racconto popolare la comprime in una sola notte. Piazza Mattei permette di leggere entrambe le versioni nello stesso spazio.

Sul posto

  • Piazza Mattei è nel rione Sant’Angelo, a pochi passi dall’antico quartiere ebraico.
  • I giovani e i delfini appartengono al progetto del Cinquecento; le tartarughe furono aggiunte nel 1658–1659.
  • Le tartarughe visibili sono copie; l’attribuzione degli originali a Bernini resta tradizionale.

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