Foto Jeanne Griffin · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Leggere due epoche nella Torre Rossa
Una base romana sfaccettata e un campanile medievale: la Torre Rossa di Asti racconta due costruzioni sovrapposte, osservabili dalla strada.
Asti, dopo il tramonto
La Torre Rossa cambia forma mentre lo sguardo sale. La base romana è poligonale, con sedici lati; sopra, il corpo medievale diventa cilindrico e alterna fasce di cotto e arenaria chiare e rosse. Da vicino si leggono gli spigoli visibili dell’impianto antico; arretrando su corso Alfieri emerge il passaggio fra le due costruzioni.
L’itinerario romano di Visit Asti identifica la parte inferiore come un’opera del I secolo d.C. e come ciò che resta della porta occidentale di Hasta, posta alla fine del decumano massimo. La scheda dedicata alla Torre Rossa ricorda la probabile esistenza di una seconda torre identica: insieme avrebbero formato l’ingresso nella cinta urbana.
L’elevazione superiore appartiene al Medioevo. Poco prima del 1070 i benedettini trasformarono la torre nel campanile dell’adiacente San Secondo della Torre Rossa; quella chiesa fu demolita nel 1732 e sostituita dall’attuale Santa Caterina, aperta al culto nel 1773. La guglia di rame dorato che un tempo chiudeva la torre fu rimossa nel 1777 perché instabile. Il nome, anziché dal colore dei mattoni, deriva dalla famiglia De Rubeis.
La torre non è visitabile, ma la sovrapposizione resta chiara dalla strada. La parte interessante è ricostruire la porta scomparsa usando ciò che si vede davvero: la base sfaccettata, il cambio di materiale e il volume cilindrico del campanile. L’eventuale torre gemella rimane un’ipotesi ricordata dalla scheda cittadina, non una parte conservata del monumento.
Sul posto
- Il punto di osservazione è corso Vittorio Alfieri 424, accanto alla chiesa di Santa Caterina.
- La base poligonale appartiene alla torre romana; la parte cilindrica superiore è medievale.
- Per leggere meglio le due fasi, conviene guardarla prima dalla base e poi dal lato opposto di corso Alfieri.