Foto Luigi Catalani · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
San Gerardo sopra l’antica neviera
L’edicola ottocentesca del patrono di Potenza poggia sui resti di una neviera e conserva un’iscrizione di memoria civica.
Potenza, dopo il tramonto
Al margine di Piazza Giacomo Matteotti, l’Edicola di San Gerardo ha una pianta semiottagonale e cinque colonne che sostengono la trabeazione. Il piccolo tempietto dedicato al patrono di Potenza poggia sui resti di una neviera, un accostamento fra devozione pubblica e infrastruttura per la conservazione del ghiaccio che si legge soprattutto nel rapporto fra struttura e basamento.
Il Comune di Potenza descrive pianta, colonne, decorazione della trabeazione e origine sui resti della neviera. La costruzione si colloca fra il 1861, quando alcuni cittadini proposero il tempietto, e il 1866, anno di uno stanziamento comunale. L’iscrizione non riguarda la neviera: ricorda l’invasione dei briganti del 1809 e l’insurrezione del 18 agosto 1860.
Il monumento è all’aperto e accessibile gratuitamente anche nelle ore serali. L’illuminazione della piazza consente di distinguere colonne e iscrizione, mentre i resti sottostanti non implicano un ambiente sotterraneo visitabile. La lettura rimane dal piano pubblico, senza salire sul basamento. In pochi minuti emergono così tre cronologie separate: la neviera preesistente, gli episodi civici ricordati dal testo e l’edicola ottocentesca.