Foto Andrea Nardi · CC BY-SA 3.0 · ritaglio
La Torre della Fame nel Palazzo dell’Orologio
La facciata di Piazza dei Cavalieri ingloba la torre dove furono rinchiusi Ugolino della Gherardesca e i suoi familiari.
Pisa, dopo il tramonto
In Piazza dei Cavalieri, la Torre della Fame non appare come un mastio isolato. Fra il 1605 e il 1608 fu inglobata nel Palazzo dell’Orologio, e la visita esterna consiste nel riconoscere dentro il prospetto successivo il volume legato alla vicenda di Ugolino. La continuità della facciata rende visibile proprio la cancellazione architettonica della torre medievale.
La Scuola Normale Superiore colloca qui la prigionia di Ugolino della Gherardesca, dei suoi due figli e dei due nipoti, fra il 1288 e il marzo dell’anno seguente. La loro morte per fame entrò nel canto XXXIII dell’Inferno, trasformando il luogo storico in uno dei paesaggi più noti della memoria dantesca. Il racconto letterario deriva da un fatto di prigionia attestato, ma non rende ogni dettaglio poetico una cronaca.
La piazza permette una lettura gratuita anche la sera. L’illuminazione uniforme del palazzo aiuta a seguire giunti, volumi e arco centrale; gli ambienti interni restano esclusi. Una sosta dal settore pedonale mantiene libera la circolazione e colloca il testo di Dante nel suo preciso supporto urbano.