Foto 3impact · CC BY-SA 3.0 · ritaglio
Il Monte dei Cocci lungo via di Monte Testaccio
Una passeggiata esterna lungo via di Monte Testaccio legge il Monte dei Cocci, le grotte scavate alla base e la storia portuale del quartiere.
Roma, dopo il tramonto
La passeggiata segue via di Monte Testaccio lungo la base della collina. Il profilo che accompagna la strada non è naturale: Turismo Roma descrive un rilievo artificiale alto 54 metri, formato da milioni di frammenti di anfore provenienti dall’antico porto fluviale. Il percorso esterno permette di riconoscerne volume e rapporto con le vie del quartiere anche quando l’area archeologica è chiusa.
Le aperture ricavate alla base spiegano un secondo strato della storia di Testaccio. Nei secoli le cavità sono state usate come cantine e stalle grazie alle condizioni interne; oggi molte appartengono ai locali della strada. Dall’esterno si osservano ingressi e muratura senza considerarli accessi pubblici al monte.
Il giro può iniziare da uno dei due estremi di via di Monte Testaccio, percorrere la base e tornare sul lato opposto delle strade circostanti. Servono 30–40 minuti. La visita archeologica vera e propria segue invece aperture e prenotazioni dedicate: la passeggiata serale non include la sommità né l’ingresso nelle grotte private.
Sul percorso
- Restare sulle strade e sui marciapiedi pubblici alla base del monte.
- Distinguere gli accessi dei locali dalle aperture dell’area archeologica.
- Controllare separatamente calendario e prenotazione per una futura visita interna.