Foto Đuro Jiří · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Le macchine di Porta Udine
Le ruote del ponte levatoio e l’acquedotto veneziano riuniscono, nello stesso accesso, difesa militare e approvvigionamento idrico.
Palmanova, dopo il tramonto
Porta Udine, costruita fra il 1604 e il 1605, presenta sulla facciata due semicolonne, guglie e garitte. Nel passaggio sono ancora visibili le due grandi ruote che azionavano il ponte levatoio, identificate dalla scheda ufficiale della porta. Il piano superiore, o dongione, era indipendente dal piano terra: chi avesse superato il primo ingresso sarebbe rimasto esposto al controllo dei difensori dall’alto.
Appena fuori cambia la macchina, ma non il valore strategico. L’Acquedotto veneziano riceve la Roggia di Palma, derivata dal torrente Torre presso Zompitta; dopo circa trentadue chilometri l’acqua raggiunge la fortezza e cade nel fossato. La cascata, alta circa tre metri, è stata ripristinata nel 2015. La struttura assunse la forma attuale nel 1771. Una lapide del 1751, opera di Carlo Pico, mostra una pelle di leone fra Igea e la Sorgente, secondo il portale turistico di Palmanova.
Ruote e acquedotto si osservano dal passaggio pubblico e dal percorso esterno, mentre dongione e ambienti laterali non fanno parte della visita. Pedoni, biciclette e veicoli condividono il portale: la lettura serale non prevede soste al centro della carreggiata. Il terreno dei bastioni, oltre il complesso, non offre le stesse condizioni di fondo e luce del borgo.