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Foto G.dallorto · Attribution · ritaglio

Falena Bianca · Cultura

Dal marmo del Duomo alle luci della Scala

Un asse pedonale unisce la facciata del Duomo, la cupola della Galleria e il Teatro alla Scala: tre architetture, tre modi di illuminare Milano.

in serata Piazza del Duomo, Galleria Vittorio Emanuele II e piazza della Scala · Centro storico

Milano, dopo il tramonto

Il percorso comincia sul lato lungo di piazza del Duomo, abbastanza indietro da tenere nello stesso campo la facciata, le guglie e l’arco monumentale della Galleria. La passeggiata attraversa il sagrato, gira verso Palazzo Reale e mostra il fianco della cattedrale, separando la massa gotica dal disegno ottocentesco della piazza. La luce serale rende leggibili materiali diversi: marmo chiaro, vetro, ferro e intonaci.

La Galleria Vittorio Emanuele II non è soltanto un passaggio coperto. Lombardia Beni Culturali ricostruisce il progetto della via porticata fra Duomo e Scala, iniziato nel 1865 e inaugurato due anni dopo. Il tratto centrale si legge fermandosi sotto l’ottagono: le quattro braccia, la cupola trasparente e i mosaici delle città che furono capitali d’Italia formano una stanza urbana. Il toro ha una scheda propria; qui conta il disegno complessivo del pavimento.

L’uscita settentrionale apre piazza della Scala con il teatro di fronte e Palazzo Marino sul lato opposto. La facciata neoclassica della Scala appare più raccolta del Duomo: il confronto fra i due estremi è il senso del percorso. La traversata misura meno di un chilometro e richiede 45–60 minuti con le soste; termina davanti al monumento a Leonardo, da cui l’asse della Galleria torna visibile alle spalle.

Sul posto

  • Il tragitto è esterno e non comprende Duomo, terrazze, museo o spettacoli alla Scala.
  • Il centro dell’ottagono è il punto migliore per leggere insieme cupola, bracci e pavimento.
  • Nelle ore più affollate la sosta funziona meglio ai margini dell’ottagono, lasciando libero il passaggio centrale.

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