Foto Cinzia Astorino · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
I sei volti della Fontana Ferdinandea
Contare i sei mascheroni della Fontana Ferdinandea, risalire all’iscrizione del 1832 e riconoscere nello stemma la macchina pubblica dell’acqua.
Matera, dopo il tramonto
All’imbocco di via La Vista, il percorso segue le bocche d’acqua della Fontana Ferdinandea: quattro mascheroni occupano il fronte della vasca, altri due chiudono i lati. Sopra di loro si alzano il bacino centrale, l’arco, l’iscrizione latina e lo stemma di Matera. La lettura procede dal basso verso l’alto senza confondere il monumento attuale con ciò che non esiste più.
Le acque arrivavano dalla collina del Lapillo, detta del Castello Tramontano. Il repertorio storico-culturale del Comune di Matera descrive la fontana come principale punto cittadino di approvvigionamento e lega la sistemazione del 1832 all’acquedotto. Nell’iscrizione, l’anno compare in numeri romani come MDCCCXXXII.
Il MUV Matera documenta le file per l’acqua e le colonne su cui si appoggiavano anfore e barili, ma registra anche la loro rimozione nel 1927. Quelle colonne appartengono alla storia della fontana, non alla sua forma presente. Restano invece i sei volti, l’iscrizione e lo stemma: tre livelli da riconoscere nella luce della piazza, partendo dal margine libero davanti alla vasca.