Foto Paolobon140 · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Gli otto giganti di Casa degli Omenoni
Otto uomini di pietra reggono la facciata della casa di Leone Leoni: un dettaglio monumentale nascosto in una strada stretta dietro piazza della Scala.
Milano, dopo il tramonto
Da piazza San Fedele bastano pochi passi per entrare in via degli Omenoni. Al numero 3 la facciata non si rivela tutta insieme: la strada stretta obbliga a guardarla per sezioni. Al pianterreno compaiono otto figure maschili scolpite, quattro per lato, che sostituiscono i normali sostegni architettonici. Il nome popolare della casa deriva proprio da questi omenoni, grandi uomini in milanese.
La dimora fu costruita a metà Cinquecento per lo scultore e medaglista Leone Leoni. La scheda di Lombardia Beni Culturali identifica via degli Omenoni 3, attribuisce l’edificio a Leoni e descrive gli otto telamoni della facciata, rimasta in gran parte integra nonostante trasformazioni successive. Gli interni sono privati: tutto ciò che rende riconoscibile l’esperienza è già sulla strada.
La lettura procede dal basso verso l’alto. Prima cambiano barbe, posture e drappeggi degli otto giganti; sopra di loro si distinguono finestre, rilievi e il fregio. Spostandosi da un marciapiede all’altro, la prospettiva comprime o separa le figure. Dopo il tramonto la luce radente accentua i volumi, ma la visita resta breve: 20–25 minuti, da completare con il fronte della vicina San Fedele senza entrare nei portoni.
Sul posto
- La carreggiata è stretta e ancora utilizzata: l’osservazione rimane sui marciapiedi.
- Un piccolo binocolo o lo zoom del telefono aiuta a confrontare volti e rilievi superiori.
- Nessuna parte interna della casa è compresa nell’esperienza.