Foto Pequod76 · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
La Fetta di Polenta vista di taglio
Vista dall’angolo di Vanchiglia, Casa Scaccabarozzi si assottiglia fino a sembrare una fetta: geometria di Antonelli da leggere dalla strada.
Torino, dopo il tramonto
L’osservazione comincia all’angolo fra corso San Maurizio e via Giulia di Barolo. Da una posizione obliqua Casa Scaccabarozzi appare come un normale palazzo giallo; spostandosi lungo il marciapiede verso la punta del lotto, il volume si assottiglia fino a sembrare quasi un fondale. Per cogliere l’effetto servono tre punti di vista: il prospetto giallo, lo spigolo sottilissimo e la facciata laterale. L’edificio è un’abitazione, quindi portone e androne restano fuori dalla visita.
La scheda di MuseoTorino attribuisce la costruzione ad Alessandro Antonelli, che nel 1840 dovette adattarsi a un terreno triangolare molto stretto dopo il mancato acquisto della proprietà confinante. Recuperò in altezza lo spazio che mancava in larghezza; la sopraelevazione arrivò nel 1881. Finestre allungate, lesene leggere e il cornicione incorporato nel balcone mostrano come ogni elemento sia stato alleggerito per seguire quella base ridotta.
Il soprannome Fetta di Polenta unisce la pianta triangolare al giallo dei prospetti. MuseoTorino documenta anche il Caffè del Progresso, che ebbe sede qui e fu frequentato da carbonari e cospiratori nel periodo precedente all’Unità d’Italia. Di sera i due prospetti si confrontano dai marciapiedi dell’incrocio, senza entrare nel portone o avvicinarsi alle finestre.
Sul posto
- Casa Scaccabarozzi è indicata da MuseoTorino come edificio di civile abitazione: portone, androne e cortile non appartengono al percorso.
- Lo spigolo più sottile si confronta dai marciapiedi dell’incrocio; fotografie e soste non richiedono di entrare in carreggiata.
- Per vedere la forma a cuneo servono entrambi i lati dell’incrocio: il prospetto da corso San Maurizio e lo spigolo da via Giulia di Barolo.