Foto user:Lalupa · Public domain · ritaglio
Le piene del Tevere sulla Minerva
Cinque lapidi sulla facciata di Santa Maria sopra Minerva registrano i livelli raggiunti dalle alluvioni fra il 1422 e il 1870.
Roma, dopo il tramonto
Sulla facciata di Santa Maria sopra Minerva, alcune lapidi sono collocate ad altezze diverse. Indicano fin dove arrivò il Tevere durante cinque piene e trasformano il muro in un idrometro storico. La distanza dal suolo rende immediata la misura fisica dell’inondazione anche quando le iscrizioni non sono leggibili parola per parola.
L’itinerario ufficiale di Turismo Roma identifica qui il più antico indicatore ancora corretto, relativo alla piena del novembre 1422. Sulla stessa facciata restano le memorie del 1495, 1530, 1598 e 1870. A Natale del 1598 l’acqua raggiunse 19,56 metri all’idrometro di Ripetta, sommerse per circa sei metri le colonne del Pantheon e distrusse tre arcate del ponte poi chiamato Ponte Rotto.
La facciata è visibile gratuitamente anche la sera e non richiede l’ingresso in chiesa. Le lapidi si confrontano dal marciapiede mantenendo libera la soglia; uno zoom può aiutare con date e testi più alti. I livelli sono marcatori di eventi passati, non indicazioni sul rischio corrente. In caso di pioggia intensa o provvedimenti di protezione civile, la sicurezza presente prevale naturalmente sulla visita.