Foto Dedda71 · CC BY 3.0 · ritaglio
Il Genio e il serpente di Piazza Rivoluzione
Il protettore laico di Palermo regge al petto un serpente; la statua cinquecentesca divenne anche un emblema politico della città.
Palermo, dopo il tramonto
Al centro di Piazza Rivoluzione, una vasca bassa protetta da cancellata sostiene una piccola rupe. Vi siede un uomo barbuto e coronato, avvolto in un manto, con un serpente che si nutre al suo petto: è il Genio di Palermo, protettore laico della città. Volto, corona e animale si riconoscono insieme da uno dei lati della recinzione; le targhe applicate al perimetro completano il contesto storico.
Il portale turistico del Comune di Palermo attribuisce la statua a un autore anonimo del XVI secolo. In origine si trovava nella terza fontana del Molo Nuovo e fu poi trasferita sul piedistallo già occupato dalla dea Cerere nella piazza allora chiamata Fieravecchia. Il progetto comunale sulle raffigurazioni del Genio lo presenta come nume tutelare e figura dell’identità civica, distinta ma complementare a Santa Rosalia.
Durante i moti contro i Borboni la piazza divenne luogo di riunione e il Genio fu assunto come simbolo di libertà; il governo rimosse la statua. Nel 1860, con l’arrivo di Garibaldi, il monumento tornò sul piedistallo e la piazza prese il nome attuale. Le targhe ricordano anche i moti del 1848. La visita serale rimane all’esterno della cancellata; eventuali dehors o manifestazioni possono richiedere di cambiare lato senza invadere l’area protetta.