Foto Stefano Giustini · CC BY-SA 3.0 · ritaglio
Le 8.500 punte di Palazzo dei Diamanti
Osservare le ottomilacinquecento bugne di Palazzo dei Diamanti cambiando angolo: una lettura serale di ombre e urbanistica rinascimentale.
Ferrara, dopo il tramonto
Palazzo dei Diamanti si incontra al Quadrivio degli Angeli, dove corso Ercole I d’Este incrocia corso Porta Mare e corso Biagio Rossetti. La prima osservazione avviene dall’angolo opposto: soltanto da lì si percepisce come le due facciate convergano nel cantonale e come il rivestimento a punte moltiplichi il volume dell’edificio. Il portale turistico ufficiale Ferrara Terra e Acqua conta circa 8.500 bugne di marmo lavorate a forma di diamante.
Il palazzo non è un oggetto isolato. Occupa un nodo dell’Addizione Erculea, l’ampliamento urbano rinascimentale che organizzò una nuova parte di Ferrara attraverso assi rettilinei e incroci monumentali. Corso Ercole I d’Este permette di arrivare al quadrivio con una prospettiva lunga; il percorso ufficiale dedicato alla strada la descrive come uno degli assi meglio conservati del progetto cittadino.
Dopo il tramonto le punte non si leggono una per una. La facciata cambia invece a ogni spostamento: alcune superfici raccolgono luce, altre diventano triangoli scuri, e il cantonale resta il punto in cui l’effetto è più evidente. Avanza lungo ciascuno dei due fronti per confrontare la tessitura marmorea con finestre, cornici e scala del palazzo. Mostre e pinacoteca seguono orari e biglietti propri; il bugnato resta esposto sulla strada anche quando gli interni sono chiusi.
Sul posto
- Il Quadrivio degli Angeli è il punto di partenza; il confronto prosegue lungo entrambe le facciate senza fermarsi in carreggiata.
- Il numero delle bugne descrive l’intero rivestimento, non un gruppo da contare sul posto.
- Le ombre dipendono dalla luce disponibile: la forma del palazzo resta leggibile, ma non è garantita un’illuminazione uniforme dei dettagli.