Foto Claudio.stanco · CC BY-SA 3.0 · ritaglio
Il Cardeto nell’ultima luce, dal faro al Campo degli Ebrei
Un anello serale fra i due fari del Cardeto e il cimitero ebraico storico, con il porto e l’Adriatico nell’ultima luce.
Ancona, dopo il tramonto
Fra aprile e settembre il Parco del Cardeto chiude alle 20:30. L’ultima parte della giornata consente quindi un anello esterno di circa novanta minuti, con partenza dal lato dei Cappuccini e rientro prima della chiusura. Il percorso resta sui tracciati principali: il pendio, la falesia e la luce in calo rendono inopportune le deviazioni.
Il primo riferimento è il vecchio faro dei Cappuccini, acceso nel 1860 e rimasto in servizio fino al 1965. Il piazzale, accessibile senza entrare nell’edificio, mette in relazione la quota del colle con l’imboccatura del porto; poco distante compare il faro moderno, attivo dal 1972. La scheda turistica comunale distingue i due edifici e precisa che il faro storico non è normalmente visitabile all’interno.
Più avanti il paesaggio cambia tono nel Campo degli Ebrei. La presenza del cimitero è documentata dal Quattrocento e le 178 pietre funerarie superstiti, datate fra XV e XIX secolo, sono orientate verso Gerusalemme. La pagina ufficiale del sito indica la chiusura del settore il sabato; negli altri giorni lapidi, recinto e pendenza si leggono dai passaggi consentiti, senza inoltrarsi fra le sepolture.
Il ritorno verso i Cappuccini ricompone navigazione, difesa e memoria ebraica nello stesso profilo urbano. Un margine di almeno trenta minuti prima della chiusura protegge da ritardi e permette di uscire dal parco con luce sufficiente, senza dipendere dall’apertura interna del faro o della Polveriera Castelfidardo.