Foto Francesco Fanti · Unsplash License · ritaglio
La Diavolessa sotto il Portico dei Bastardini
Una piccola figura di ferro con corpo femminile e volto canino lega il Portico dei Bastardini all’antico ospedale degli esposti.
Bologna, dopo il tramonto
Le volte molto alte del Portico dei Bastardini accompagnano un tratto di via d’Azeglio. Fra ferri, insegne e dettagli delle facciate compare una figura minuta in ferro battuto, con corpo femminile e volto canino. La sagoma si riconosce meglio da un’angolazione obliqua, quando il ferro scuro si stacca dall’intonaco.
Bologna Welcome la presenta come la Diavolessa bolognese e tramanda una funzione ammonitrice contro l’abbandono dei neonati nella ruota degli esposti. La guida alle curiosità dei portici colloca sotto queste volte l’orfanotrofio cittadino, rimasto qui fino al 1797. La creatura e la funzione sociale del palazzo spiegano insieme il nome ancora associato al portico.
La sera la luce delle attività rende leggibile la parte bassa delle campate senza trasformare la tappa in una visita interna. Il passaggio lungo i due lati del dettaglio consente di confrontare profilo, posizione e rapporto con l’architettura; il riferimento è l’intero tratto denominato Portico dei Bastardini.
La figura resta una tradizione interpretativa legata alla ruota, non la prova materiale di singoli abbandoni. L’osservazione si svolge vicino alla parete, senza intralciare il portico né entrare negli edifici.