Foto Manuelarosi · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Il Diavolino all’angolo di Palazzo Vecchietti
All’angolo di Palazzo Vecchietti un satiro reggeva lo stendardo: oggi in strada resta la copia del Diavolino, mentre l’originale è al Bardini.
Firenze, dopo il tramonto
All’angolo fra via de’ Vecchietti e via degli Strozzi, un piccolo satiro regge lo stendardo sullo spigolo di Palazzo Vecchietti. La posizione fra i due fronti dell’edificio conserva la funzione originaria del manufatto, anche se l’esemplare visibile dalla strada è una copia in marmo.
Nel 1579 Bernardo Vecchietti affidò a Giambologna il progetto della nuova facciata del palazzo. Due reggistendardi in bronzo, modellati come diavoletti, furono collocati sugli angoli; dopo la demolizione ottocentesca dell’edificio ne sopravvisse uno solo, oggi conservato al Museo Stefano Bardini. La figura all’aperto segnala dunque il luogo per cui l’opera era stata concepita, mentre il bronzo autografo si trova nel museo.
Il soprannome Diavolino lega il satiro a una tradizione popolare: durante un sermone san Pietro martire avrebbe scacciato un demonio apparso come cavallo nero, scomparso presso questo incrocio. Il cavallo appartiene al racconto; il satiro marmoreo è il dettaglio osservabile. L’angolo resta leggibile anche la sera dallo spazio pubblico, preferibilmente dal marciapiede opposto, dove spigolo e reggistendardo entrano nello stesso campo visivo senza esporsi alla carreggiata.