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Foto Bernard Gagnon · CC0 · ritaglio

Falena Nera · Misteri

Il cinghiale murato nel campanile del Duomo

Un rilievo romano inglobato nel campanile è diventato il cinghiale leggendario delle origini di Benevento, fra reperto e memoria civica.

in serata Dettaglio esterno visibile dalla piazza ↗ Faccia orientale del campanile del Duomo · Piazza Orsini

Benevento, dopo il tramonto

Sulla faccia orientale del campanile del Duomo, sopra un’epigrafe murata, compare un piccolo rilievo animale. La figura non è all’altezza degli occhi e si riconosce meglio arretrando nello spazio di Piazza Orsini, dove il frammento antico entra nello stesso campo visivo della torre medievale.

La storia pubblicata dal Comune di Benevento registra la tradizione che identifica l’animale con il cinghiale calidonio catturato da Diomede e legato al mito delle origini cittadine. Gli studi sul reimpiego raccolti dall’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte propongono invece una lettura archeologica nel contesto di una scena sacrificale con una scrofa stolata.

Le due interpretazioni non hanno lo stesso statuto. Il rilievo romano murato nel campanile è il dato osservabile; il cinghiale calidonio appartiene alla tradizione civica costruita attorno a quella pietra. Il confronto con l’animale dello stemma cittadino mostra come il frammento sia stato assorbito nell’identità di Benevento senza trasformare la leggenda in prova storica.

La facciata resta visibile dalla piazza anche in fascia serale, sebbene la luce possa appiattire i contorni. Due angoli di osservazione e lo zoom sono sufficienti; campanile, recinzioni ed epigrafe non richiedono accessi o contatti ravvicinati.

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