Foto Jeanne Griffin · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Le Quattro Fontane che oggi sono due più due
Percorrere l’incrocio delle Quattro Fontane rivela un paradosso urbano: due restano nelle strade di Messina, altre due sono conservate nel museo.
Messina, dopo il tramonto
All’incrocio fra via I Settembre e via Cardines il nome “Quattro Fontane” richiede oggi un piccolo esercizio di ricostruzione. Due apparati monumentali occupano gli angoli della strada; gli altri due non sono scomparsi, ma sono conservati nel Museo regionale interdisciplinare di Messina. La passeggiata serale riguarda quindi la metà rimasta nello spazio pubblico: i due fronti vanno osservati separatamente e poi immaginati come parte di una composizione simmetrica che incorniciava l’incrocio.
Le fontane appartenevano a un progetto urbano unitario e subirono gravi danni con il terremoto del 1908. La scheda culturale del Comune di Messina ricostruisce il complesso e la separazione attuale; il Comune ha inoltre installato strumenti informativi per collegare ciò che resta in strada alla storia dell’insieme. Il fatto sorprendente non è dunque che “ne manchino” due, ma che lo stesso monumento sia oggi diviso fra città e museo.
Di sera l’incrocio permette di leggere bene il rapporto tra scultura e facciate, purché l’osservazione avvenga dai marciapiedi. Il traffico impedisce una visione centrale prolungata e i getti d’acqua non sono garantiti. Conviene seguire entrambi i lati dell’incrocio, confrontare le figure e le vasche, quindi completare mentalmente il quadrilatero: è un’esperienza breve, ma restituisce in modo concreto quanto il terremoto abbia ridisegnato Messina.
Sul posto
- Le due fontane visibili all’aperto sono agli angoli dell’incrocio fra via I Settembre e via Cardines.
- Le altre due appartengono alla collezione del Museo regionale e richiedono una visita separata negli orari del museo.
- L’osservazione serale non dipende dall’acqua in funzione; transito e cantieri possono limitare temporaneamente la visuale.