Foto Francesco Bini · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Le unghiate del diavolo sul Duomo di Pisa
Cinque archi dal fronte del Duomo, un blocco di marmo conserva piccoli fori: la ricerca separa il dettaglio reale dalla leggenda delle unghiate.
Pisa, dopo il tramonto
La ricerca comincia davanti alla facciata della Cattedrale e prosegue lungo il fianco settentrionale, in direzione del transetto. Il riferimento indicato dal portale turistico del Comune di Pisa è il quinto arco: qui, su un blocco di marmo di reimpiego, compare una fila di piccoli fori. Il blocco si osserva dall’esterno, sul fianco nord della Cattedrale e non sulla facciata principale.
I fori sono reali, ma il loro significato appartiene alla tradizione popolare. La leggenda racconta che il diavolo, incapace di distruggere la Cattedrale, avrebbe lasciato sul marmo i segni delle proprie unghie. Anche il conteggio che cambia a ogni tentativo fa parte del racconto, non di una proprietà dimostrata della pietra. L’Opera della Primaziale Pisana riconosce il dettaglio fra le curiosità della Cattedrale nel proprio percorso tattile-sensoriale, chiamandolo «Dita del diavolo».
Dopo il tramonto, invece di fermarsi alla vista d’insieme della Torre e della facciata, si segue il fianco nord fino al quinto arco e si prova a contare i fori due volte. La leggenda vuole che il numero cambi; nella pietra resta una fila irregolare, facile da perdere nel rivestimento del Duomo. La tappa può aprire o chiudere un giro esterno di Piazza del Duomo.
Sul posto
- Il quinto arco si conta dalla facciata verso il transetto, lungo il fianco nord indicato dalla fonte comunale.
- L’osservazione avviene dall’esterno e non richiede un biglietto per la Cattedrale; gli eventuali ingressi ai monumenti seguono condizioni separate.
- Uno zoom moderato aiuta a distinguere i fori; il marmo si osserva senza toccarlo o strofinarlo.