Foto Benjamin Smith · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Fontana Pretoria, ricomposta in 644 pezzi
Trasferita da una villa fiorentina e adattata a Palermo, Fontana Pretoria dispone fiumi, divinità e creature ibride su tre livelli.
Palermo, dopo il tramonto
Fontana Pretoria occupa la piazza con tre livelli concentrici. Al primo si trovano quattro vasche e le figure distese associate ai fiumi palermitani Oreto, Papireto, Gabriele e Maredolce; sopra compaiono divinità, animali, delfini, arpie e sirene. La cancellata ottocentesca aggiunge i volti del Genio di Palermo e di Santa Rosalia insieme all’Aquila pretoria. Nessun punto mostra l’intera composizione, perciò la lettura richiede il giro del perimetro accessibile.
La scheda del Comune di Palermo riferisce che Francesco Camilliani realizzò la fontana nel 1554 per una villa fiorentina. Il Senato palermitano la acquistò e la fece arrivare smontata in 644 pezzi. Camillo Camilliani, figlio dello scultore, la ricompose con un assetto diverso dal progetto originario e la adattò allo spazio cittadino. Il monumento è quindi il risultato di un trasferimento e di una nuova composizione, non un insieme concepito fin dall’inizio per questa piazza.
La nudità delle statue alimentò il soprannome Piazza della Vergogna; la cancellata disegnata da Giovan Battista Filippo Basile fu collocata nel 1858. L’illuminazione serale rende netti alcuni corpi e ne lascia altri in ombra. I quattro fiumi, una creatura ibrida e uno degli emblemi della recinzione costituiscono riferimenti concreti per una visita gratuita, sempre dall’esterno e senza introdurre mani o attrezzatura oltre la cancellata.