Foto AlexanderVanLoon · CC BY-SA 2.0 · ritaglio
Il portale del Purgatorio e i morti in piedi
Tra il portale barocco e la stanza dei confratelli disidratati, il Purgatorio racconta come Monopoli rese visibile la memoria della morte in città.
Monopoli, dopo il tramonto
La visita comincia in via Nicodemo Argento, lungo la stradina che costeggia la Cattedrale verso Porta Vecchia. Prima dell’ingresso, il portale ligneo del 1736 introduce già il tema della chiesa: nei riquadri superiori compaiono i simboli del potere, in quelli inferiori gli strumenti del lavoro, mentre due scheletri occupano il centro. La guida turistica istituzionale di Monopoli collega questa iconografia alla morte che annulla le differenze della società.
Oltre la soglia, la navata conduce all’altare in pietra leccese e alle opere dedicate alle anime del Purgatorio. Nella stanza annessa, le teche conservano i corpi dei confratelli morti fra il 1772 e il 1832, ancora vestiti con la mozzetta nera bordata dalle fiammelle rosse del Purgatorio. «Morti in piedi» è il soprannome popolare della chiesa; la stessa fonte istituzionale li descrive con maggiore precisione come corpi disidratati, non imbalsamati.
Portale, altare e stanza dei confratelli raccontano tre modi in cui la chiesa rappresenta la morte: simbolo pubblico, devozione e conservazione dei corpi. Nel 2026 l’ingresso serale dipende dal progetto comunale Chiese Aperte: il Purgatorio è visitabile gratuitamente ogni giorno dalle 17:00 alle 21:00 fino al 30 settembre. Dopo quella data rimane osservabile il portale dalla strada, ma non risulta confermato un accesso serale all’interno.
Sul posto
- La finestra 17:00–21:00 vale fino al 30 settembre 2026; periodi successivi richiedono un nuovo avviso del Comune di Monopoli.
- Il portale e il portone istoriato sono visibili da via Nicodemo Argento anche senza entrare.
- Il percorso termina davanti a resti umani in un luogo di culto; voce, distanza e fotografie seguono le indicazioni presenti nella chiesa.