Foto Torsten Maue from Magdeburg, Deutschland · CC BY-SA 2.0 · ritaglio
I truogoli dove l’acqua non veniva mai chiusa
Sotto una tettoia di ferro sopravvive il lavatoio comune di Santa Brigida, luogo di lavoro e incontri dove, si diceva, l’acqua correva sempre.
Genova, dopo il tramonto
Da vico di Santa Brigida si raggiunge una piazzetta raccolta fra case alte e colorate. Sotto una tettoia di ferro si allinea una serie di vasche in pietra: sono i truogoli, un lavatoio comune rimasto riconoscibile nel tessuto urbano di Prè.
Fino a non molti decenni fa, le donne del quartiere vi si incontravano per lavare e socializzare. Le vasche erano insieme infrastruttura domestica e luogo di relazioni. Piazza e lavatoio prendono il nome dal convento di Santa Brigida, oggi scomparso; il Comune di Genova ne racconta l’uso, mentre un itinerario comunale comprende la scaletta che conduce alla piazza.
Una memoria orale riportata dal Comune diceva che a Santa Brigida «l’acqua andava sprecata», perché la fontana del lavatoio era sempre aperta. Il detto appartiene al passato del luogo e non descrive lo stato odierno dell’impianto. La sera le vasche restano visibili dallo spazio pubblico; il giro esterno della copertura permette di distinguerne le conche senza usare i bordi come sedute e senza interferire con tavolini o attività presenti nella piazza.