Foto Acquario51 · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Il leone della Colonna Infame
In Piazza Mercantile, un leone funerario romano porta sul collare Custos Iusticie: fu riusato come gogna pubblica ai piedi della colonna di marmo bianco.
Bari, dopo il tramonto
Da Piazza del Ferrarese, il percorso indicato dalla scheda cittadina di Piazza Mercantile raggiunge l’imbocco di via Re Manfredi. La Colonna della Giustizia è all’aperto, in un angolo della piazza. La lettura comincia dal basso: quattro gradini, il leone accovacciato, il fusto di marmo bianco e la sfera che lo chiude. Sul collare dell’animale si legge Custos Iusticie, custode della giustizia.
La scheda di Art Bonus, compilata con i dati del Comune di Bari, ricorda la funzione giudiziaria della piazza e descrive il monumento come una gogna pubblica per debitori insolventi, bancarottieri e falliti. Il leone era in origine una scultura funeraria romana, datata fra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C.; venne rilavorato nel Medioevo e riusato come simbolo di giustizia. La scheda cittadina del monumento data l’installazione al 1546; gli scavi suggeriscono che la collocazione attuale risalga alla sistemazione della piazza d’inizio Seicento.
La deviazione richiede circa dieci minuti durante un giro serale di Bari Vecchia. Da vicino si distinguono collare e iscrizione; dal centro della piazza appare il profilo completo del leone davanti alla colonna. Nello stesso oggetto rimangono leggibili tre vite diverse — custode di una sepoltura, emblema della giustizia e strumento di pubblica umiliazione. Il monumento resta osservabile nello spazio pubblico anche dopo la chiusura degli interni culturali e non richiede biglietto.