Foto Sailko · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Le tre teste della Porta all’Arco
Passare sotto Porta all’Arco, confrontare panchino, tufo e selagite e cercare con lo zoom le tre teste etrusche dal significato ancora incerto.
Volterra, dopo il tramonto
La discesa lungo via Porta all’Arco attraversa la Porta all’Arco e prepara la visuale sul lato esterno. Gli stipiti, l’arco e le tre teste sopra il passaggio non sono dello stesso materiale: osservare colori e grana permette di scomporre il monumento senza attribuire un nome sicuro ai volti.
La scheda ufficiale di Volterra Turismo distingue il panchino degli stipiti, il tufo di Pignano dell’arco e la selagite delle tre teste. Il significato delle figure resta incerto; l’ipotesi che siano numi protettori non equivale a un’identificazione definitiva.
La stessa fonte ricorda il 30 giugno 1944, quando i volterrani riempirono il varco con le pietre della pavimentazione per impedire alle truppe tedesche di demolirlo. È una storia concreta di salvataggio, non una leggenda aggiunta alle teste.
Il passaggio urbano è libero. Dopo l’attraversamento, il lato sicuro della strada offre la distanza per cercare con lo zoom i tre volti consunti e confrontare i materiali dal basso verso l’alto. La pendenza e il traffico pedonale richiedono una sosta laterale.