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Foto Bruce The Deus · CC BY-SA 4.0 · ritaglio

Falena Nera · Misteri

Il Portone del Diavolo e il batacchio di via XX Settembre

All’angolo con via Alfieri, il portone originale del 1675 nasconde fra gli intagli un piccolo batacchio con il volto del diavolo.

in serata Palazzo Trucchi di Levaldigi, via XX Settembre 40 · Centro

Torino, dopo il tramonto

Via Alfieri incontra via XX Settembre con un angolo tagliato in diagonale. È qui che si trova l’ingresso di Palazzo Trucchi di Levaldigi, al civico 40: prima ancora del dettaglio demoniaco, conviene leggere l’architettura che lo contiene. La facciata d’ingresso rompe la griglia regolare delle strade e conduce lo sguardo verso un portale sostenuto da quattro colonne inanellate di marmo bianco.

La scheda di MuseoTorino attribuisce il palazzo ad Amedeo di Castellamonte e ne colloca la costruzione fra il 1673 e il 1677, per il ministro delle Finanze Giovanni Battista Trucchi, conte di Levaldigi. Sul portale è ancora montato il portone ligneo originale del 1675, riccamente intagliato. Il soprannome arriva da un elemento molto più piccolo: il batacchio con una figura diabolica, indicato da Turismo Torino come segno distintivo dell’edificio.

La stessa fonte turistica raccoglie storie di patti, sparizioni e coincidenze numerologiche legate al palazzo. Sono racconti della Torino esoterica, non una cronaca dimostrata. Il nucleo materiale della tappa resta il contrasto fra la severità del palazzo barocco, la complessità degli intagli e quel volto metallico inserito nella funzione più quotidiana della porta.

La sequenza serale parte dall’angolo opposto, dove risulta più chiaro il taglio diagonale della facciata, e prosegue avvicinandosi lungo il marciapiede. Prima emergono colonne e battenti; solo alla distanza ravvicinata si cerca il batacchio. Le immagini moderne lo mostrano come un particolare minuto: lo zoom del telefono è più utile di una luce puntata sul portone. La sosta rimane esterna e non comprende gli ambienti del palazzo.

Sul posto

  • Il riferimento è l’angolo fra via Alfieri e via XX Settembre, non un ingresso su piazza San Carlo.
  • Il portone e il batacchio si osservano dal marciapiede, lasciando libero il passaggio davanti all’accesso.
  • L’illuminazione del dettaglio non è garantita; il portale completo resta comunque il soggetto principale della tappa.

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