Foto Deboracapuanoph · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Il bestiario verticale di San Domenico
Dal basso della facciata di San Domenico cerca cariatidi, putti e creature: salendo, il bestiario lascia spazio a forme più leggere sopra il portale.
Nardò, dopo il tramonto
La facciata della chiesa di San Domenico, affacciata sulla piazza omonima, cambia densità dal basso verso l’alto. Nel registro inferiore cariatidi, putti, volute vegetali e creature fantastiche si stringono attorno alle aperture; più in alto la composizione diventa meno affollata. La differenza è percepibile dalla piazza, senza dipendere dall’apertura della chiesa.
Il Catalogo generale dei beni culturali propone per i registri una contrapposizione fra inferno e paradiso, oppure fra mondo pagano e trionfo cristiano. Il portale turistico di Nardò descrive putti, creature e motivi floreali. Queste fonti offrono una chiave storico-artistica generale; non assegnano un significato certo a ogni singolo volto scolpito.
L’illuminazione monumentale serale evidenzia i volumi maggiori, mentre ombre e altezza possono nascondere i dettagli più piccoli. La facciata si presta quindi a una lettura per registri: prima l’addensamento delle figure inferiori, poi il progressivo alleggerimento verso l’alto. Un binocolo tascabile o lo zoom fotografico aiutano a separare volti, foglie e creature.