Foto Mike Peel · CC BY-SA 4.0 · ritaglio
Le tre frecce nel soffitto di Casa Isolani
Tre frecce minuscole sono conficcate tra le travi di Casa Isolani: una caccia a naso in su che separa la leggenda dal restauro ottocentesco.
Bologna, dopo il tramonto
In Strada Maggiore 19 c’è un portico che costringe a cambiare scala. I sostegni lignei salgono per circa nove metri e reggono uno dei più importanti portici medievali in legno rimasti a Bologna. Le tre frecce sono nell’intradosso, fra il legno scuro della copertura: si cercano dal tratto affacciato sulla strada, senza entrare negli ambienti del palazzo. Conviene fermarsi ai margini del passaggio, lasciare libero il transito e scandagliare le travi con lo zoom del telefono; a occhio nudo sono molto meno evidenti di quanto suggeriscano le fotografie ravvicinate.
La storia popolare racconta di un marito geloso, tre sicari e una donna che, comparendo nuda alla finestra, avrebbe distratto gli arcieri proprio al momento del tiro. È una leggenda, non l’origine documentata delle frecce. Lo studio pubblicato dal Comune di Bologna sui portici le colloca invece nel 1877, durante il restauro diretto da Raffaele Faccioli: furono inserite per burla. La scheda comunale di Casa Isolani conferma sia il gesto goliardico sia l’origine duecentesca del portico.
Di sera il legno scuro rende la ricerca più lenta: è questo il gioco. Prima si comprende come la struttura sostiene la casa, poi si prova a distinguere tre dettagli estranei in mezzo a un soffitto fitto. Corte Isolani, il passaggio interno verso piazza Santo Stefano, è un luogo diverso: Bologna Welcome ne indica la visita durante il giorno, mentre per vedere le frecce basta restare sotto il portico stradale.
Sul posto
- Il punto di osservazione è all’esterno, sotto il grande portico ligneo di Strada Maggiore; la galleria interna non fa parte della ricerca.
- Uno zoom moderato aiuta più della torcia, che può infastidire chi abita sopra e appiattire le ombre delle travi.
- Le frecce si osservano dal piano di calpestio, senza salire su sedute o arredi e senza toccare la struttura.