Foto jmerelo · CC BY-SA 2.0 · ritaglio
Il Gobbo di Rialto e la scala degli araldi
La cariatide curva reggeva il luogo delle proclamazioni pubbliche e divenne anche supporto della satira veneziana.
Venezia, dopo il tramonto
In Campo San Giacomo di Rialto, davanti a San Giacometo, una figura curva sostiene una breve scala di pietra. È il Gobbo di Rialto. Gli araldi salivano sui gradini per leggere condanne e nomi dei cittadini messi al bando; la scultura divenne inoltre una voce satirica cittadina, paragonata al Pasquino romano.
Il Comune di Venezia lega scala e cariatide a queste funzioni. Accanto rimane un tronco di colonna proveniente da Acri, arrivato nel 1291 come bottino di guerra. Nel Medioevo il Gobbo segnava anche il traguardo della corsa punitiva imposta ai ladri, condotti nudi da San Marco a Rialto fra percosse e umiliazioni. La pratica storica viene descritta, non proposta come rito da rievocare.
Il campo è accessibile gratuitamente anche la sera. Gradini, figura e colonna si osservano senza salirvi, appoggiarvi oggetti o applicare fogli. L’area di Rialto è intensamente attraversata e la sosta rimane ai margini liberi. L’apertura della chiesa e delle attività circostanti non condiziona la lettura esterna del monumento.