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La probabile costola di balena sotto l’Arco della Costa
Sotto il passaggio fra piazza Erbe e piazza dei Signori pende un grande osso: la storia documentata convive con tre leggende veronesi ancora vive.
Verona, dopo il tramonto
Dal lato settentrionale di piazza delle Erbe, l’Arco della Costa conduce verso piazza dei Signori. Prima di attraversarlo bisogna fermarsi al centro del passaggio e guardare in alto: sotto i mattoni pende un osso ricurvo, sottile rispetto all’arco ma abbastanza lungo da seguirne una parte della volta. Superato il varco, voltarsi indietro offre una seconda angolazione e separa meglio il profilo dell’oggetto dalla muratura.
L’arco non nacque per sostenere quella presenza. Durante il dominio veneziano il passaggio collegava la Domus Nova, residenza dei magistrati, con il tribunale nell’attuale Palazzo della Ragione, evitando loro la strada. La scheda ufficiale di Visit Verona identifica l’oggetto come un osso, probabilmente una costola di balena, e ne documenta la presenza almeno dalla metà del Settecento attraverso una stampa dell’epoca.
Attorno all’osso convivono spiegazioni diverse. È stato interpretato come resto di ittiosauro, costola del demonio riportata dalla battaglia di Lepanto oppure insegna di una spezieria, in un tempo in cui alla polvere d’osso di balena venivano attribuite proprietà curative. La tradizione più famosa aggiunge che la costola cadrà quando passerà sotto l’arco una persona davvero onesta e pura di cuore. Sono ipotesi e leggenda; il dato materiale è l’osso ancora sospeso sopra uno dei passaggi più frequentati del centro.
La tappa funziona dopo il tramonto perché rimane nello spazio pubblico e richiede pochi minuti. La luce urbana disegna l’intradosso dell’arco; per riconoscere l’osso senza confonderlo con cavi e sostegni conviene usare lo zoom del telefono, senza puntare luci verso finestre e passanti. Da qui si può proseguire in piazza dei Signori oppure tornare verso la fontana di Madonna Verona.
Sul posto
- Il riferimento è il varco fra piazza delle Erbe e piazza dei Signori, non gli archi interni del Palazzo della Ragione.
- L’osso si osserva dal basso: non è raggiungibile e non va toccato.
- La sosta è interamente esterna e non dipende dagli orari di torri, cortili o musei vicini.