Foto Comune di Firenze · CC BY-SA 3.0 · ritaglio
L’autoritratto strangolato sulla porta del Duomo
Fra le figure della porta destra del Duomo, Giuseppe Cassioli inserì il proprio volto stretto da una serpe, firma autobiografica della commissione.
Firenze, dopo il tramonto
La porta bronzea più a destra della facciata di Santa Maria del Fiore, detta Porta del Campanile, contiene decine di figure minute. Sul battente destro, una testina dal volto contratto porta una serpe avvolta intorno al collo. È l’autoritratto di Giuseppe Cassioli, autore del portale, inserito fra rilievi e cornici con la discrezione di una firma nascosta.
L’Opera di Santa Maria del Fiore ricostruisce il concorso vinto da Cassioli e le pressioni, complicazioni legali, debiti e sofferenze maturate durante l’esecuzione. La serpe rappresenta la pressione legale e lo strozzinaggio che l’artista sentiva di aver subito. Un secondo approfondimento dell’Opera del Duomo data il portale al 1898 e definisce l’immagine una denuncia ironica e amarissima.
Il dettaglio acquista forza nel confronto con gli altri volti: tutti partecipano alla decorazione, ma soltanto uno porta il conflitto personale dell’autore. La sequenza visiva parte dalla porta vicina al Campanile di Giotto, si restringe al battente destro e termina sulla coppia inseparabile di faccia e serpente.
Transenne, celebrazioni e flussi di visita stabiliscono la distanza disponibile. Dopo il tramonto una riproduzione ufficiale e lo zoom facilitano il riconoscimento senza toccare il bronzo o richiedere l’ingresso in cattedrale.