Foto Witch of the west · Public domain · ritaglio
La rana mutilata nel marmo del Duomo
Sul portale nord una rana salta verso una farfalla, ma la mutilazione del 1912 ne ha lasciato soltanto un frammento nello stipite sinistro.
Como, dopo il tramonto
La Porta della Rana si apre sul fianco nord del Duomo, verso il Broletto e la sede vescovile. Nello stipite sinistro, dentro un fitto fogliame scolpito, una rana salta verso una farfalla. La figura non è più integra: il Catalogo generale dei Beni Culturali registra la mutilazione avvenuta nel 1912 e descrive ciò che resta come frammento scultoreo.
La guida ufficiale della Cattedrale data il portale al 1507 e lo collega alla bottega dei fratelli Tommaso e Giacomo Rodari, raffigurati nei medaglioni sorretti da angeli. Il dettaglio animale ha dato il nome all’intera porta, pur occupando uno spazio minimo fra motivi vegetali, figure bibliche e citazioni classiche.
Alla rana si lega anche una storia di tesori nascosti. Nel 1852 il canonico Giacomo Morini promosse uno scavo vicino al portale, ma dalla ricerca non emerse nulla. La leggenda spiega la fama del dettaglio, mentre portale, frammento e mutilazione appartengono alla storia materiale dell’edificio.
La ricerca serale procede per riduzione. Prima entra nel campo visivo l’intero portale nord, con i medaglioni dei Rodari; poi lo sguardo scende nello stipite sinistro, fra foglie, farfalla e frammento della rana mutilata. Il confronto fra il nome grandioso della porta e ciò che resta davvero nel marmo è il cuore dell’esperienza. Uno zoom basta a completarlo dal suolo pubblico, senza contatto o flash ravvicinati.