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Foto Corvettec6r · CC BY 4.0 · ritaglio

Falena Nera · Misteri

Le dieci statue assenti dalla Dogana

Le nicchie vuote della Dogana ricostruiscono un prospetto un tempo abitato da dieci statue, oggi in parte custodite ad Atripalda.

in serata Osservazione esterna senza biglietto Antica Dogana, Piazza Amendola · Centro storico

Avellino, dopo il tramonto

La facciata della Dogana domina Piazza Amendola come una quinta rimasta senza personaggi. Nicchie circolari e lunette segnalano le posizioni dell’apparato progettato da Cosimo Fanzago. La scheda di Sistema Irpinia ricostruisce il prospetto: due statue e cinque archi al piano inferiore, quattro busti e altre due statue al piano superiore, più due leoni agli angoli.

L’edificio aveva origini medievali ed era ridotto a rudere quando, nel Seicento, il principe Francesco Marino Caracciolo ne affidò la trasformazione a Fanzago. Le figure antiche furono incorporate in una nuova architettura di rappresentanza. Dopo l’incendio del 1992, che lasciò in piedi la facciata, i marmi superstiti vennero rimossi e messi in sicurezza; il Ministero della Cultura li espone nella Dogana dei Grani di Atripalda.

La facciata si ricostruisce per sottrazione. Dal centro della piazza entrano nello stesso campo nicchie circolari e lunette; avvicinandosi lungo il lato pubblico emergono gli alloggiamenti e le discontinuità lasciate dalle rimozioni. Il numero da seguire è dieci, quello delle figure originarie: Avellino conserva la scena vuota, Atripalda una parte dei corpi che la animavano.

La micro-esplorazione resta nella piazza e non oltrepassa recinzioni o aree di cantiere. Luce residua e zoom rendono leggibili i dettagli alti; se i lavori coprono il prospetto, la ricerca delle nicchie termina davanti alle delimitazioni.

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