Foto Massimo Telò · CC BY-SA 3.0 · ritaglio
Le tracce del ghetto da via Bertani alla sinagoga
Un circuito compatto fra Casa del rabbino, via Scuola Grande e la Norsa-Torrazzo: si cercano tracce minute, non un quartiere rimasto intatto.
Mantova, dopo il tramonto
Il circuito comincia in via Bertani, davanti alla facciata comunemente chiamata Casa del rabbino. È una delle poche presenze materiali indicate dalla Comunità ebraica di Mantova: pannelli in cotto, stucchi e piccoli elementi dei balconi meritano una lettura ravvicinata prima dell’ingresso in via Scuola Grande. Il nome della strada è già una tappa, perché ricorda la maggiore delle sinagoghe scomparse; l’edificio, invece, non esiste più.
Da qui il percorso prosegue verso via Calvi e rientra attraverso via Spagnoli e le strade comprese fra via Giustiziati e via Pomponazzo. In 45–60 minuti emerge il perimetro approssimativo dell’antico ghetto e, soprattutto, le interruzioni prodotte dalle demolizioni: edifici recenti, slarghi e allineamenti spezzati contano quanto le poche facciate superstiti. Il crepuscolo e la prima parte della sera conservano abbastanza luce per distinguere i dettagli minuti; a notte fonda il percorso perde gran parte del suo senso.
La conclusione è in via Govi 13, davanti alla sinagoga Norsa-Torrazzo. L’edificio attuale è esterno al vecchio perimetro e riproduce la sala demolita nel 1899, con arredi settecenteschi trasferiti: la Comunità ne ricostruisce la storia. L’esterno chiude il percorso; la sala si visita soltanto su prenotazione, secondo le modalità ufficiali, in un momento distinto dalla passeggiata serale.
Informazioni pratiche
- La mappa pubblicata dalla Comunità rende leggibili vuoti urbani che altrimenti sembrerebbero anonimi.
- Le regole fotografiche dell’interno vengono comunicate durante la visita prenotata.
- Le tappe sono esterne; marciapiedi, cantieri e viabilità possono imporre piccole deviazioni.