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Foto Zairon · CC BY-SA 4.0 · ritaglio

Falena Nera · Misteri

Le due arcate dell’acquedotto di Susa

Accanto all’Arco di Augusto, la muratura superstite conserva la traccia di un sistema idrico tradizionalmente collegato alle Terme Graziane.

in serata Osservazione esterna dallo spazio pubblico Acquedotto romano · Area dell’Arco di Augusto

Susa, dopo il tramonto

Nell’area dell’Arco di Augusto a Susa, due arcate in muratura sono quanto rimane di un acquedotto romano. Il breve percorso pubblico mette in successione il grande arco celebrativo e il frammento idraulico: prima la sagoma intera del monumento augusteo, poi le due campate, la tessitura muraria e l’interruzione netta del condotto. Il tracciato completo e il flusso d’acqua non sono più visibili.

La documentazione del Comune di Susa registra le due arcate nel patrimonio archeologico cittadino e richiama il collegamento tradizionale con le Terme Graziane. Questa formulazione impone cautela: le arcate sono un dato materiale, mentre la destinazione specifica alle terme resta un’associazione tramandata e non una certezza ricostruibile sul posto.

La luce serale separa il profilo delle arcate dalla parete e rende evidente la diversa scala rispetto al vicino Arco di Augusto. Il ritorno sullo stesso camminamento chiude il confronto senza entrare in recinzioni o aree archeologiche chiuse. Fondo, dislivelli e visibilità cambiano lungo l’area; il percorso resta sui tratti aperti e termina quando la muratura non è più leggibile.

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