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Foto qwesy qwesy · CC BY 3.0 · ritaglio

Falena Bianca

Concerti che fanno vedere la città in un altro modo

A Lucca e Stresa la musica non riempie soltanto una sala: cambia il passo della visita e consegna alla sera un luogo nuovo.

circa 3 min di lettura

Un concerto può essere il programma della serata oppure il dispositivo che trasforma una città. Nel secondo caso il luogo non fa da sfondo: decide come si arriva, quanto ci si avvicina agli interpreti, che cosa resta nelle orecchie quando si torna in strada.

Lucca e Stresa offrono due modelli opposti. La prima ha fatto della musica di Puccini un appuntamento quasi quotidiano, raccolto dentro una chiesa. La seconda concentra il proprio festival in poche settimane e lascia che il lago, i trasferimenti e l’attesa fra un concerto e l’altro entrino nell’esperienza.

Lucca: l’opera in scala umana

La chiesa dei Santi Giovanni e Reparata non è un teatro travestito. Le colonne, le murature e la vicinanza fisica fra pubblico e cantanti producono una serata più raccolta di una recita d’opera completa. Si ascoltano arie celebri senza orchestra e senza scenografia, sostenute dal pianoforte e da due solisti: la voce arriva nuda, con meno distanza e più imperfezioni percepibili.

Il calendario di Puccini e la sua Lucca è costruito con una regolarità rara. Dal 1º maggio al 29 ottobre i concerti si tengono ogni giorno alle 19 nella chiesa di San Giovanni; in aprile la sede è l’Oratorio di San Giuseppe. Nei mesi invernali l’appuntamento prosegue il giovedì, venerdì e sabato, sempre alle 19 e nell’Oratorio. Ogni sera ha un tema: Puccini e Mozart il lunedì, le protagoniste femminili delle opere il martedì, opera italiana il mercoledì, fino alla «Notte all’opera» del sabato.

È un formato ideale per chi non frequenta la lirica. Dura abbastanza da entrare nel linguaggio senza chiedere l’impegno di un’intera opera e termina quando Lucca comincia davvero la sera. Uscendo, piazza San Martino e le strade entro le mura sono ancora vive; il concerto diventa l’inizio del percorso, non il suo epilogo. La scheda Puccini a San Giovanni raccoglie il modo migliore per inserirlo nella visita.

Stresa: tre sere e il lago fuori dalla porta

Lo Stresa Festival lavora invece per concentrazione: una sequenza di date, interpreti e programmi occupa la città per una parte dell’estate. Nel finale dell’edizione 2026, il programma ufficiale porta alla Stresa Festival Hall tre concerti il 2, 4 e 6 settembre, tutti alle 20. Il 4 settembre due pianoforti affrontano Gershwin e Rachmaninov; il 6 settembre la Prague Philharmonia suona Čajkovskij e la Terza di Beethoven.

La sala si trova in piazzale Europa, lontano dall’immagine da cartolina delle isole. È proprio questa distanza a rendere interessante il rito: prima del concerto si può stare sul lungolago, poi lasciare gradualmente il paesaggio per entrare nell’ascolto. All’uscita il lago non è più una veduta turistica diurna, ma una superficie quasi nera interrotta dalle luci delle rive.

Il percorso sullo Stresa Festival di sera parte da questa relazione fra musica e acqua, non da un elenco di nomi. La città è piccola abbastanza da tenere insieme passeggiata, concerto e rientro senza trasformarli in tre trasferimenti separati.

Scegliere il luogo prima del repertorio

Chi conosce poco la musica classica tende a scegliere dal titolo più famoso. Queste due serate suggeriscono un criterio diverso. A Lucca si ascolta una voce dentro uno spazio storico e poi si esce nelle mura; a Stresa il lago precede e segue il concerto. Il repertorio dà il colore, il rapporto fra edificio e città decide il ricordo.

È questa la forza dei concerti fuori dalla consuetudine: non chiedono di capire tutto. Chiedono di arrivare nel posto giusto, sedersi e lasciare che, per un’ora, la città suoni diversamente.

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