Foto Pug Girl · CC BY 2.0 · ritaglio
L’autodramma di Monticchiello, teatro scritto dal paese
Assistere all’autodramma di Monticchiello significa vedere il paese farsi teatro: dal 1967 gli abitanti mettono in scena domande nate dalla propria vita.
Pienza, dopo il tramonto
A Monticchiello il teatro estivo non arriva con una compagnia ospite: nasce dentro il paese. Il Teatro Povero chiama autodramma il lavoro ideato, scritto e realizzato dalla comunità, sviluppato negli anni Sessanta mentre la crisi della mezzadria cambiava il paesaggio umano della Val d’Orcia. Dal 1967 gli abitanti costruiscono ogni estate un testo nuovo e trasformano piazza della Commenda in una scena condivisa.
Nel 2026 il sessantesimo autodramma si intitolava L’occhio oltre. La pagina ufficiale dell’edizione fissava le repliche dal 25 luglio al 14 agosto alle 21:30, con due lunedì di sospensione, il 27 luglio e il 3 agosto. Quel ciclo si è concluso: il titolo apparteneva alla sessantesima edizione e non è un’opera di repertorio destinata a tornare invariata.
Assistere all’autodramma significa osservare il paese mentre mette in scena se stesso. Le case restano attorno alla piazza, gli interpreti sono parte della comunità e il testo mette in forma questioni nate dalla vita del borgo. La prossima estate avrà un nuovo titolo e un nuovo calendario, non ancora pubblicati. Anche prezzi, prenotazioni e date saranno legati alla produzione successiva.
Sul posto
- Piazza della Commenda ha ospitato le repliche serali dell’edizione 2026.
- Ogni estate presenta un autodramma nuovo, scritto e realizzato dalla comunità.
- Titolo, calendario, tariffe e prenotazioni della prossima edizione non sono ancora disponibili.