Foto Sailko · CC BY 3.0 · ritaglio
Salire a Santa Margherita lungo la Via Crucis di Severini
La salita va iniziata con luce residua: si seguono i mosaici di Severini lungo Via Santa Margherita e si raggiunge il piazzale prima del buio pieno.
Cortona, dopo il tramonto
Il percorso parte da piazza Garibaldi almeno un’ora prima del tramonto e imbocca la salita verso Santa Margherita. Pendenza e mosaici richiedono luce utile. Il Comune identifica via Santa Margherita come Via Crucis e conferma il percorso lungo i mosaici di Gino Severini nella propria presentazione dell’itinerario.
Il cammino procede da una stazione alla successiva senza accelerare la sequenza. In ogni mosaico l’osservazione passa dal disegno delle figure al rapporto fra tessere chiare e scure, fino al modo in cui la scena si inserisce nel muro e nel paesaggio reale. Il MAEC collega la Via Crucis al ritorno di Severini a Cortona e alla sua ricerca religiosa e monumentale: è il contesto sufficiente per vedere meglio l’opera, non una lezione da recitare durante la salita.
La salita termina nel piazzale della Basilica di Santa Margherita; il rientro segue lo stesso percorso. Il tempo da calcolare è cinquanta–settanta minuti in salita, soste comprese. La Fortezza del Girifalco e l’interno della basilica restano visite distinte.
Durante la salita la luce cambia, i mosaici formano il filo conduttore e il panorama diventa il punto d’arrivo. Una partenza successiva al tramonto impedisce la lettura delle opere.
Prima della salita: servono scarpe adatte alla pendenza, un controllo del meteo e dell’orario del tramonto, oltre a una luce per il rientro che non venga puntata su persone o abitazioni. Eventuali mostre all’aperto e modifiche alla circolazione seguono programmi separati.