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Foto Atanas Atanasov · Pexels License · ritaglio

Campania · dopo il tramonto

Paestum di notte

Tre templi dorici nella piana del Sele, fra pietra antica e cielo aperto.

Paestum, dopo il tramonto

Paestum va iniziata prima che faccia buio. Dall’ingresso il percorso mette in relazione il tempio di Atena, il foro e il settore meridionale con la cosiddetta Basilica e il Tempio di Nettuno; nelle ore finali la luce laterale evidenzia colonne, frontoni e distanza fra i monumenti. Il museo completa la visita con reperti dell’antica Poseidonia e con le cinque lastre della Tomba del Tuffatore, ma l’ultimo ingresso alle sale non coincide necessariamente con il tempo utile per percorrere tutta l’area archeologica.

Gli orari ufficiali indicano separatamente biglietteria, visita completa e accesso al museo: arrivare vicino alla chiusura generale non basta per vedere entrambi. Dopo l’uscita, le sagome dei templi restano leggibili dagli spazi pubblici lungo il perimetro; un rientro serale è possibile soltanto nelle aperture annunciate dal Parco. La sequenza più sensata è quindi museo e scavi entro l’orario utile, poi una breve passeggiata esterna per osservare il complesso nel paesaggio della piana.

Nel calendario

Tornano con la stagione

Le pagine restano consultabili tutto l’anno. La prossima data compare appena viene pubblicata dalla fonte ufficiale.

Domande frequenti

Paestum, di sera

Come si organizza Paestum verso sera? +

L’ingresso va anticipato abbastanza da percorrere l’area archeologica e, se previsto, il museo prima dei rispettivi ultimi accessi. Gli orari ufficiali dei Parchi di Paestum e Velia distinguono biglietteria, visita completa dell’area e ultimo ingresso al museo.

I templi sono visitabili ogni notte? +

No. L’apertura oltre l’orario ordinario esiste soltanto quando il Parco pubblica una data specifica. Dopo l’uscita, il profilo dei templi si può osservare dagli spazi pubblici esterni al recinto, senza rientrare nell’area archeologica.

Che cosa merita nel Museo di Paestum? +

La Tomba del Tuffatore è l’opera identitaria del museo: il Parco archeologico la data al 480-470 a.C. circa e ne espone le cinque lastre dipinte. Museo e area all’aperto richiedono tempi distinti, da calcolare prima della visita.

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